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"La prossima vita" ha un sapore prevalentemente esistenzialista e stimola il lettore alla riflessione sul contrasto tra la vita reale e quella immaginata. Il malinconico sorriso della Venere di Botticelli in copertina, rappresentazione della bellezza per antonomasia, sembra ammiccare proprio a quel mondo esteticamente perfetto che ognuno di noi può dipingere grazie al potere dell'immaginazione. Un'opera che parla direttamente al cuore del lettore e lo coinvolge in una storia emotivamente intensa e drammatica, ma che a tratti si mostra divertente, grazie al linguaggio garbatamente ironico. La scrittura, forte e curata, sa rendere interessante la quotidianità della gente comune.
Caro
Vittoriano, ho finito poco fa di leggere il tuo libro...e ti ho subito dovuto
scrivere, così, di getto!
Sai
già che, leggendo la recensione che avevi postato, ero notevolmente
incuriosita.
Poi
ho apprezzato il tipo di racconto, introspettivo e attento all'espressione
delle emozioni e degli stati d'animo, qualità che trovo indispensabile.
...ma
il finale! Chapeau!!
Spero
non ti offenda (anche perchè l'intento è quello di farti un complimento!) se
istintivamente paragono un po' il tuo "La prossima vita" a una
possibile trama di uno dei miei fumetti preferiti, "Dylan Dog" di
Tiziano Sclavi: questo fumetto, lungi dall'essere banale, mischia l'horror
tipico della letteratura gotica (vampiri, zombies, fantasmi ecc) all'orrore
della nostra quotidianità, dell'indifferenza, a volte anche al rimpianto e al
rimorso per ciò che poteva essere e non è stato...proprio come hai fatto
tu.
Certo
sarebbe bello poter dare un'occhiata a ciò che succederà nella nostra vita e
agire di conseguenza...
Ti
faccio i miei più sinceri complimenti, augurandomi di poter leggere presto
altri tuoi lavori.
Un
caro saluto!
Marilena

“Come vi avevo promesso, ecco due libri che vi consiglio di leggere, se amate le commedie:
ll primo è Jeans e cioccolata di Simona Giorgino (0111 Edizioni).
L'altro romanzo è La prossima vita di Vittoriano Borrelli (Meligrana Editore).
Dal Blog di Laura Bondi
Laura Bondi
L'altro romanzo è La prossima vita di Vittoriano Borrelli (Meligrana Editore).
Il protagonista è Leonardo,
che, giunto alla maturità, ripercorre a ritroso le tappe fondamentali della sua
vita, raccontandole in prima persona. Dall'infanzia, all'incontro con Cinzia,
la donna che diventerà sua moglie, e al rapporto con lei. Le aspirazioni
frustrate di Leonardo, amante della pittura, costretto per necessità a fare
l'insegnante, lo conducono verso l'insofferenza, la chiusura verso un mondo
interiore tutto suo, un mondo dal quale è esclusa sua moglie, l'amore della sua
vita, che, però ha esigenze diverse dalle sue. Il dialogo muto con gli occhi e
con il corpo, ma mai con le parole dette, li porterà alla crisi, e Leonardo
rimanderà sempre una decisione definitiva, non accettando il fallimento del
matrimonio e della sua vita, incolpando la moglie di questo. Fino alla sorpresa
finale...
Introspettivo e psicologico,
colto e leggero, senza mai essere troppo serio o noioso, il romanzo è ironico e
divertente, anche nei momenti più drammatici. La scrittura è pregnante e
corposa, ma estremamente scorrevole e fluida. E, ve lo garantisco, il finale è
talmente inaspettato, da fare invidia ad un thriller.
I suddetti romanzi hanno
partecipato al "Concorso Letterario Nazionale per opere edite di
genere commedia, commedia romantica e umoristico" organizzato dal blog
"Il Profumo della Creatività", a cura di Tiziana Iaccarino (ed io
sono stata scelta da Tiziana come una delle fortunate giurate per leggere
questi romanzi! Grazie!). Il verdetto è stato emesso ieri, 2 settembre: Simona
Giorgino si è classificata prima, mentre Vittoriano Borrelli si è piazzato
terzo.
Complimenti agli autori e
buona lettura a voi!”
Dal Blog di Laura Bondi
Laura Bondi

Come ci racconta il riassunto, La prossima vita è un romanzo incentrato sulla relazione coniugale di Leonardo Ferretti, professore di filosofia, e della bella quanto enigmatica Cinzia… relazione non proprio felice, come scoprirete leggendo il libro.
Tanto per cominciare, ho apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi,
in particolare dei due protagonisti: sia Leo, ovvero l’io narrante, che
Cinzia mi sono sembrati in tutto e per tutto persone reali, così com’è
realistico il rapporto che li lega.
Leo, infatti, è appassionato di arte, ama dipingere e visitare musei e mostre. Cinzia, invece, non solo non ne capisce niente, ma addirittura arriva a ostacolare gli interessi del suo compagno, trattandolo con insofferenza. Sulle prime Leo deglutisce e tira avanti, anche se lui stesso è consapevole che la passione per la pittura non è che un modo per fuggire da una vita che non ama più come una volta; ma nella sua testa iniziano a formarsi dei dubbi. Possono due persone con gusti quasi diametralmente opposti far durare più di tanto la loro relazione? E se sì, a quale costo? Sono proprio queste due le domande attorno alle quali ruota l’intera vicenda… ma le risposte sono tutt'altro che scontate.
Ottimi, in ogni caso, anche i personaggi secondari, da Erminia, amica di Cinzia, a Venanzio, ex compagno di scuola di Leo; da Renato Lattanzi, misterioso gallerista, a Olga, sua moglie.
Leo, infatti, è appassionato di arte, ama dipingere e visitare musei e mostre. Cinzia, invece, non solo non ne capisce niente, ma addirittura arriva a ostacolare gli interessi del suo compagno, trattandolo con insofferenza. Sulle prime Leo deglutisce e tira avanti, anche se lui stesso è consapevole che la passione per la pittura non è che un modo per fuggire da una vita che non ama più come una volta; ma nella sua testa iniziano a formarsi dei dubbi. Possono due persone con gusti quasi diametralmente opposti far durare più di tanto la loro relazione? E se sì, a quale costo? Sono proprio queste due le domande attorno alle quali ruota l’intera vicenda… ma le risposte sono tutt'altro che scontate.
Ottimi, in ogni caso, anche i personaggi secondari, da Erminia, amica di Cinzia, a Venanzio, ex compagno di scuola di Leo; da Renato Lattanzi, misterioso gallerista, a Olga, sua moglie.
Per quanto riguarda lo stile, trovo che non ci sia quasi niente da obiettare: l’ho trovato raffinato ed elegante, con un lessico ampio
e una scelta dei termini molto accurata. A parte giusto un paio di
virgole di troppo e pochi refusi di poco conto, posso dire di sicuro che
Vittoriano Borrelli possiede notevoli abilità stilistiche e, aspetto non meno importante, anche una buona dose di esperienza nel campo della scrittura – cosa che non è da tutti.
L’amore per l’arte, inoltre, traspare da ogni frase, ed è forse proprio questo che contribuisce a inspessire la barriera che si sta formando tra Leo e sua moglie: mentre per lui dipingere è quasi una ragione di vita, dai suoi dipinti Cinzia non riesce a vedere altro che un “agglomerato di colori”, senza nemmeno darsi la pena di ricercare un significato all'interno di essi. Ciò fornisce a chi legge degli interessanti spunti di riflessione: l’arte è una cosa alla portata di tutti, oppure serve una sensibilità particolare per comprendere ciò che vuole trasmettere?
L’amore per l’arte, inoltre, traspare da ogni frase, ed è forse proprio questo che contribuisce a inspessire la barriera che si sta formando tra Leo e sua moglie: mentre per lui dipingere è quasi una ragione di vita, dai suoi dipinti Cinzia non riesce a vedere altro che un “agglomerato di colori”, senza nemmeno darsi la pena di ricercare un significato all'interno di essi. Ciò fornisce a chi legge degli interessanti spunti di riflessione: l’arte è una cosa alla portata di tutti, oppure serve una sensibilità particolare per comprendere ciò che vuole trasmettere?
L’unico aspetto che non mi è andato molto
giù è stato il finale, ossia il momento in cui finalmente si capisce
che cosa significa il titolo: non l’ho apprezzato tanto perché non ho
trovato nulla nel corso dell’intera storia che lo facesse presagire. È imprevedibile,
questo è certo, ma così com'è stato descritto, ovvero in modo
improvviso e totalmente inaspettato, mi è sembrato un po’ campato per
aria.
Purtroppo raccontarvi a cosa mi riferisco quando dico ciò rovinerebbe la lettura a chi ancora lo deve leggere, ma sappiate che la sensazione che mi ha lasciato è stata, appunto, una sorta di incompiutezza. Forse un finale del genere sarebbe stato più efficace se trattato in una decina di pagine in più, come minimo… e poi non so: se fossi stata al posto di Leonardo, probabilmente non avrei lasciato perdere tutto così, ma avrei cercato perlomeno di fare una prova, magari per capire quali erano stati gli errori che avevano compromesso tutto.
Resta il fatto che questo è un mio parere, ma non sarei sincera se non dicessi che la fine della vicenda, come l’ha narrata l’autore, mi abbia lasciata soddisfatta… però si tratta di sicuro dell’unico neo che ho trovato in una storia altrimenti molto ben strutturata. Sarà che gli intrighi amorosi mi appassionano sempre, ma trovo comunque che la prima parte, ovvero l’intero racconto esclusa la fine, sia stata realizzata davvero bene.
Purtroppo raccontarvi a cosa mi riferisco quando dico ciò rovinerebbe la lettura a chi ancora lo deve leggere, ma sappiate che la sensazione che mi ha lasciato è stata, appunto, una sorta di incompiutezza. Forse un finale del genere sarebbe stato più efficace se trattato in una decina di pagine in più, come minimo… e poi non so: se fossi stata al posto di Leonardo, probabilmente non avrei lasciato perdere tutto così, ma avrei cercato perlomeno di fare una prova, magari per capire quali erano stati gli errori che avevano compromesso tutto.
Resta il fatto che questo è un mio parere, ma non sarei sincera se non dicessi che la fine della vicenda, come l’ha narrata l’autore, mi abbia lasciata soddisfatta… però si tratta di sicuro dell’unico neo che ho trovato in una storia altrimenti molto ben strutturata. Sarà che gli intrighi amorosi mi appassionano sempre, ma trovo comunque che la prima parte, ovvero l’intero racconto esclusa la fine, sia stata realizzata davvero bene.
Concludo la recensione consigliandovelo, se vi piacciono le storie d’amore sfortunate ma non troppo, perché sono certa che La prossima vita non vi deluderà.

DICONO DI ME: ANTONELLA SENESE
La prossima vita è il primo
romanzo di Vittoriano Borrelli, appassionato di scrittura e di musica, già
paroliere, compositore e autore di canzoni , molte delle quali racchiuse nella
raccolta “Le parole del mio tempo”, pubblicata nel 2012 con lo stesso editore
Giuseppe Meligrana.
La prossima vita è un romanzo
elegante e garbato, che narra la storia di Leo Ferretti, insegnante con la
passione per la pittura, sposato con una donna di cui non è più innamorato e
che non condivide la sua arte.
Leo Ferretti si ritrova a
ripercorrere le fasi più importanti della sua vita dopo una grave perdita, analizzando passo
dopo passo le sue scelte e gli errori commessi negli anni.
Una vita non vissuta appieno, una
vita che molti giudicherebbero mediocre e priva di qualsiasi emozione,
scossone, imprevisto.
Una vita che il protagonista non
avrebbe mai voluto per sé ma che sembra intrappolarlo in un matrimonio ormai
fallito, tenuto in piedi solo dalla nascita di un figlio che comunque non
riuscirà a regalargli quella gioia e quella felicità proprie di un neo papà.
Gli eventi renderanno la sua
esistenza sempre più infelice e incline alla rassegnazione, fino a credere che
ormai sia tutto perduto.
Quando Leo Ferretti crederà di
non avere più la possibilità di cambiare e di essere felice, qualcosa metterà
tutto in discussione e lo riporterà alla realtà, una realtà che gli permetterà
di ponderare in futuro le sue scelte per non incorrere negli stessi errori.
Un romanzo scorrevole, lineare e
ben redatto che mette in evidenza la capacità di Vittoriano Borrelli di
accostarsi alla cultura con serietà e passione, data anche l’influenza
innegabile esercitata su di lui dal suo “mentore” Alberto Moravia.
Nonostante sia la sua prima vera
esperienza editoriale riesce ad emergere la sua preparazione e la sua capacità
di espressione sempre corretta, garbata e senza inutili fronzoli.
Un linguaggio semplice e ben
articolato che il lettore apprezzerà di sicuro.
Un romanzo diretto, una storia
che nel momento in cui sembra essere finita, regala un finale a sorpresa che ti
lascia interdetto ma con un sorriso di approvazione.
Una lettura piacevole e
distensiva: non posso fare altro che incitare l’autore a cimentarsi con una
nuova prova.
Antonella Senese
"La prossima vita" è un
libro di Vittoriano Borrelli, pubblicato da Meligrana Editore. Un’opera
intensa, studiata, molto appassionata e
appassionante che si libera tra le righe di una vita travagliata, a tratti
drammatica, a tratti ironica e divertente, anche se spesso spietata.
Vittoriano Borrelli si mette a
confronto con un personaggio molto complesso che si esprime con Leo, un uomo
che cambia a causa di una perdita, quella della madre, ma che finge che
"tutto vada bene" forse per prendersi una pausa di riflessione, per
riappropriarsi della propria vita in modo decisivo. Ma le cose non
vanno come spera o pensa. Leo però ricorda gli anni di gioventù, quelli vissuti
con la moglie Cinzia e quelli in cui la vita era serena, almeno apparentemente,
perché le aspirazioni, i desideri, i sogni di ciascuno sono sempre stati
differenti.
Una trama delicata, forte e
pungente, che avvolge il pubblico, lo stimola alla riflessione e alla ricerca
del "giusto", del gioco della vita, di cosa sia meglio nella vita di
una persona. Un libro che riserva una sorpresa finale intensa e coinvolgente.
Tiziana Iaccarino
DICONO DI ME: IL COMMENTO DEGLI EDITORI
Quando ho scritto il romanzo "La prossima vita", non ho avuto subito l’intenzione di pubblicarlo.L’ho tenuto nel cassetto per otto lunghi anni.
Poi nel 2010, spinto dal desiderio “foscoliano” di lasciare una traccia di me e, soprattutto, di far sapere alla gente le emozioni che ho riposto nella narrazione della storia, ho cominciato ad inviare il manoscritto a qualche casa editrice.
Sapevo che non sarebbe stato
facile ed invece, con mia sorpresa, quasi tutti gli editori (solo 2 mancano all'appello) mi hanno risposto offrendomi un contratto di edizione.
Ho pensato così di riportare i commenti ricevuti, naturalmente attestati da fedele corrispondenza acquisita.
Eccoli:
“Le comunichiamo che abbiamo terminato la prima lettura del suo romanzo
"La prossima vita" e che questa ha dato esito positivo.”
(Zeroundici edizioni)
“Grazie per averci inviato il suo manoscritto
"La prossima vita" che abbiamo preso in visione. Lo reputiamo
soddisfacente per la pubblicazione con marchio… che spesso riserviamo agli
autori esordienti.”
(Edizioni Eracle)
“Buongiorno. Sono
finalmente riuscita a leggere il suo libro, e l'ho trovato molto interessante.
È ben scritto e anche ben costruito…”
(Edizioni Esordienti)
“Gentile Vittoriano Borrelli, Le scriviamo
dopo aver letto con interesse la Sua Opera, che ha inviato in esame alla nostra
casa editrice e che ci ha ben impressionato …”
(Gruppo Albatros. Il Filo)
“Salve, in questo giorni ho letto il suo romanzo. Mi è piaciuto molto …”
(Meligrana Giuseppe Editore)
A tutti loro va il mio
ringraziamento.
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