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Come perdere la notte

 


Passa la vita sull'autostrada 

Ma dove arriva? Chissà!

E vende squarci d'immenso 

a chi le offre di più 

Parla la radio di un naufragio 

Cuori smarriti? Chissà!

In questo grande deserto 

il vento si alza di più 

Come perdere la notte

e trovare chi fa a botte 

con un uomo che si butta via 

per problemi con le donne 

o per tante brutte storie 

masticate dentro un'osteria 

Con amici insicuri che ascoltano muti 

parole buttate via

da bocche di fumo di vino maturo

mischiato con la nostalgia 

E poi c'è qualcuno con l'aria del duro

che ammazza il digiuno 

Che dolce vita più felliniana 

Vita ruffiana che va

a risvegliare gli amanti 

nascosti nella città 

Come perdere la notte 

e trovare mille volte 

la paura di non farcela 

Come perdere la notte 

con un'alba alle porte 

di una sdolcinata realtà 

Come perdere la notte 

Come uccidere la notte 

e lasciarla al giorno che verrà 

mentre corre l'autostrada 

mentre corre all'impazzata 

anche la tua anima che va


I MERCANTI DELLE PAROLE

Blog e siti web infiniti, come le parole che viaggiano in spazi paralleli senza incontrarsi mai, senza sapere l’una del significato dell’altra. La costruzione del pensiero che non ha sintassi, né regole basilari fondate sulla logica e compiutezza del proprio parlare.

E’ quanto sta accadendo (ed è già accaduto) nel mondo di internet e dei social network, in nome di una democrazia impura e incontrollata. Il diritto di parlare predomina sui suoi contenuti, l’importante è dire qualcosa, non importa come e perché. Sopravvivenza del proprio essere per farsi largo a spintoni in mezzo a tanta moltitudine quale antidoto, in molti casi, alla propria immensa solitudine.

L’informazione variegata, disordinata e senza freni rischia di produrre il risultato opposto: disinformazione, confusione e false convinzioni. Sempre più spesso si ascoltano commenti del tipo “L’ho imparato da internet”, “L’ha detto il mitico mister X, e se l’ha detto lui c’è da crederci sul serio!”

I nuovi (falsi) eroi dell’era multimediale sono i mercanti delle parole, quelli che vendono fumo ( e niente arrosto) attraverso slogan insidiosi, pomposi e allettanti come esche vaganti in cerca di pesciolini pronti ad abboccare.

Si vendono parole, e nemmeno a buon mercato. Sulla rete impazzano proposte di ogni tipo: dall’indicizzazionesicura” del proprio sito a suon di euro, a video o prontuari che riciclano qua e là informazioni su come vendere il proprio prodotto e ottenere guadagni sicuri, il tutto alla “modica” cifra di 100-200 euro per ogni acquisizione (ma ve ne sono altre a tariffe maggiori). Sono proposte che non garantiscono mai il risultato perché il rischio è tutto dalla parte del compratore.

In questo marasma di offerte vi sono aspetti meno venali ma che possono produrre danni ben peggiori. Mi riferisco in particolare alla qualità e veridicità delle informazioni, spesso tra loro contrastanti. Il caffè fa male? Ma no, ci sono studi che sostengono il contrario. Vuoi essere magra come una modella? Ecco quello che devi fare. Trovata una nuova cura per il cancro

Non dico che internet non abbia facilitato la ricerca delle informazioni, aperto le porte verso meandri della conoscenza un tempo inesplorabili. Ma tutto deve essere assistito dalle proprie o altrui competenze rigorosamente comprovate. E in questo la cultura del sapere e una buona dose di (sana) educazione filiale possono giocare un ruolo decisivo.

In altri termini c’è bisogno della capacità di discernimento per distinguere le informazioni vere o attendibili da quelle false e tendenziose. Una capacità che può essere acquisita solo attraverso lo sviluppo delle proprie conoscenze culturali.

Perché i mercanti delle parole sono sempre in agguato e possono nuocere più di quanto si pensi.

VU CUMPRA’?

Sulle spiagge di quest’estate, ancorché anomala, imperversano i famigerati “Vu cumprà?”, instancabili venditori di foulards, occhiali da sole, abiti e oggetti vari fatti passare come autentici ma che in realtà sono un’imitazione venduta a prezzi stracciati.

Tralasciando le polemiche sollevate dal ministro Alfano che nei giorni scorsi ha intrapreso una campagna a difesa del “made in Italy”, palesemente contraddittoria rispetto all'operazione “mare nostrum sull'accoglienza degli immigrati, ho trovato una precisa correlazione tra questi ambulanti delle spiagge e i (pseudo) scrittori che s’intrufolano nella rete per promuovere la loro ultima “fatica”. Per entrambi il comune denominatore è la mistificazione, l’inganno, il tentativo di far passare come fedele all'originale il messaggio pubblicitario sotteso ai propri prodotti.

Ma se per i Vu cumprà?” vi è una sorta di giustificazione sociale dovuta alla loro necessità di sopravvivenza e alla consapevolezza del compratore della qualità non eccelsa degli articoli proposti, più difficile è smascherare questi scrittoridi nuova generazione che approfittando delle infinite possibilità dell’editoria digitale si presentano ai lettori con recensioni artefatte e a misura, fatte passare come oggettive e autentiche.

Il meccanismo è piuttosto semplice e perverso: si contattano amici accondiscendenti, meglio ancora scrittori in erba per scambiarsi recensioni apparentemente di qualità per scalare la vetta delle classifiche di vendita. Quante più recensioni col segno + si riescono a collezionare tanto maggiore sarà la visibilità del prodotto nei vari store digitali. In questo modo il lettore viene “spinto” a visualizzare i libri maggiormente recensiti disincentivandolo dalla ricerca a più ampio raggio.

E’ certamente una pratica di cattivo gusto. Io stesso sono stato contatto ma ho declinato l’invito senza pensarci nemmeno un secondo.

Il mio consiglio è di non fidarsi troppo di recensioni “pompose” e “sdolcinate”. Se proprio gli occhi non se la sentono di staccarsi dalle proposte “luccicanti”, almeno leggere l’anteprima (laddove consentita) per farsene un’idea prima dell’acquisto.

Altrimenti all'ennesimo passaggio dello scrittore-vu cumprà? meglio rispondere con un “No, grazie.”.

ADDIO ALL’ULTIMO JEFFERSON



Se n’è andato il 24 luglio 2012, “silenziosamente” all’età di 74 anni nella sua casa di El Paso in Texas, Sherman Hemsley, l’attore di colore protagonista della sit-com televisiva “I Jefferson”, andata in onda nel decennio 1975-1985 con grandi ascolti e consensi.

Nella fiction Sherman interpreta George Jefferson proprietario di lavanderie che dal nulla riesce ad affermarsi e a diventare ricchissimo, guadagnandosi un posto nella èlite che conta in una New York ancora alle prese con i problemi della segregazione razziale.

Gli fa da spalla una bravissima Isabel Sanford  che nella sit-com interpreta Louise-Wizzie, moglie paziente che lo asseconda nella sua scalata al potere con una ironia degna del miglior humour inglese.

Tutti gli episodi ruotano intorno a questa coppia pregevole alla quale si affianca la “mitica” cameriera Florence interpretata da Marla Gibbs le cui battute esilaranti, sempre in contrapposizione con il “burbero” ma simpaticissimo padrone di casa , hanno contribuito a rendere la fiction  una delle più divertenti e amate dal pubblico televisivo e non solo.

Il filo conduttore della difficile integrazione fra “bianchi” e “neri” viene trattato con ironia ed eleganza grazie ad un cast di attori di primissimo livello, fra i quali Franklin Cover e Roxie Roker, rispettivamente Tom ed Hellen Willis, vicini di casa dei Jefferson e uniti in matrimonio nonostante la diversa etnia (l’uno “bianco” e l’altra “nera”), a dimostrazione di quanto le differenze razziali siano atavici pregiudizi e retaggi di un “passato” ancora molto “presente”.

Purtroppo quasi tutto il cast è passato al mondo dei più; sopravvivono solo la già ricordata Marla Gibbs (“Florence”), oggi 81 enne, Ned Wertimer, 89 enne, il portiere Ralph del palazzo dove vivono i Jefferson, e Berlinda Tulbert, 63 enne, che nella sit-com interpreta il personaggio Jenny, figlia dei Willis.

Per gli amanti del genere, sul canale satellitare 132 della piattaforma Sky sono in onda gli episodi di questa fortunatissima serie che ancora oggi fa divertire e sorridere il pubblico non solo dei nostalgici ma anche delle nuove generazioni: la buona comicità è un’arte che non conosce i limiti del tempo.

                                                        SIGLA TV DEI "JEFFERSON "


PER OTTENERE LA RESIDENZA ADESSO BASTA UN CLICK!


Niente più file agli sportelli, niente più permessi di lavoro e mattinate perse nel traffico alla ricerca di posteggi introvabili prima di addentrarsi negli uffici della Pubblica Amministrazione per ottenere o cambiare la propria residenza.

Dal 9 maggio 2012 è entrato in vigore la legge di conversione del Decreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012, noto come “Decreto Semplifica Italia”, che all’art. 5 ha introdotto nuove procedure per le richieste di residenza.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione rispetto al precedente sistema in cui dopo la richiesta, che doveva avvenire esclusivamente presentandosi allo sportello comunale, occorreva attendere l’esito dell’istruttoria dell’ufficio prima di rendere effettivo il passaggio di residenza.

La stessa rubrica dell’art. 5 “Cambio di residenza in tempo reale” rende i termini della rivoluzione.

Con la nuova procedura, entro due giorni lavorativi dalla presentazione della domanda l’ufficio anagrafe deve procedere alla registrazione della residenza, che ha quindi effetto giuridico immediato senza che il cittadino debba attendere la fastidiosa fase istruttoria, ora solo successiva.

E’ pur vero che l’istruttoria postuma costituisce un ribaltamento di uno dei principi fondamentali del diritto amministrativo, secondo cui ogni provvedimento deve essere preceduto da una attività di verifica dei presupposti e delle condizioni per la sua emanazione.

Ma prevalgono gli aspetti positivi della riforma, che sono quelli di offrire al cittadino la possibilità di presentare la domanda anche via e-mal, per pec o per fax evitando così lunghe file allo sportello.

Infatti, in alternativa alla presentazione presso lo sportello comunale il cittadino può richiedere la residenza:

  1. presentando l’istanza per PEC con firma digitale sulla base della modulistica messa a disposizione on line dai comuni; la domanda può essere sottoscritta anche con carta d’identità elettronica, carta nazionale dei servizi o comunque con strumenti che consentano l’individuazione del soggetto che effettua la dichiarazione;
  1. presentando la richiesta anche semplicemente per e-mail ma allegando (attraverso scansione) copia fotostatica del proprio documento d’identità e del documento contenente la propria firma autografa;
  1. presentando la richiesta per fax allegando, anche in tal caso, copia fotostatica del documento d’identità e modulo richiesta con propria firma autografa.
 L’ufficiale d’anagrafe, prima che scatti il c.d. silenzio assenso, ove ravvisi non sussistente il requisito della dimora abituale, e cioè prima del 45° giorno dal ricevimento della dichiarazione anagrafica, dovrà inviare al cittadino la comunicazione ex art. 10-bis l. 241/90.

Questa comunicazione deve contenere l’avviso che in caso di mancata presentazione da parte del cittadino di osservazioni o di osservazioni non fondanti, si procederà all’annullamento dell’iscrizione e al conseguente ripristino della registrazione anagrafica.

Per ricapitolare:

  • La richiesta di residenza è operativa dopo due giorni lavorativi dalla  sua presentazione.
  • L’ufficio comunale ha 45 giorni di tempo per accertare il requisito della dimora abituale previsto dal regolamento anagrafico.
  • Se l’istruttoria ha esito positivo, sono confermati gli effetti giuridici dell’iscrizione anagrafica.
  • Se l’istruttoria ha esito negativo, occorre comunicarla al cittadino affinchè presenti le proprie controdeduzioni.
  • Se le osservazioni presentate non sono accolte, si procederà all’annullamento della domanda di iscrizione anagrafica con effetto retroattivo, ovvero dalla data della sua presentazione.

"La prossima vita": I commenti degli editori che lo hanno letto.

Quando ho scritto il romanzo, non  ho avuto subito l’intenzione di pubblicarlo. L’ho tenuto nel cassetto per otto lunghi anni. Poi nel 2010, spinto dal desiderio “foscoliano” di lasciare una traccia di me e, soprattutto, di far sapere alla gente le emozioni che ho riposto nella narrazione della storia, ho cominciato ad inviare il manoscritto a qualche casa editrice.
Sapevo che non sarebbe stato facile ed invece, con mia sorpresa, quasi tutti gli editori (solo due mancano all’appello) mi hanno risposto offrendomi un contratto di edizione.
Ho pensato così di riportare i commenti ricevuti, naturalmente attestati da fedele corrispondenza acquisita.
Eccoli:


“Le comunichiamo che abbiamo terminato la prima lettura del suo romanzo "La prossima vita" e che questa ha dato esito positivo.”
(Zeroundici edizioni)


“Grazie per averci inviato il suo manoscritto "La prossima vita" che abbiamo preso  in visione. Lo reputiamo soddisfacente per la pubblicazione con marchio… che spesso riserviamo agli autori esordienti.”
(Edizioni Eracle)


“Buongiorno. Sono finalmente riuscita a leggere il suo libro, e l'ho trovato molto interessante. È ben scritto e anche ben costruito…”
(Edizioni Esordienti)


“Gentile Vittoriano Borrelli, Le scriviamo dopo aver letto con interesse la Sua Opera, che ha inviato in esame alla nostra casa editrice e che ci ha ben impressionato …”

(Gruppo Albatros. Il Filo)


“Salve, in questo giorni ho letto il suo romanzo. Mi è piaciuto molto …”
(Meligrana Giuseppe Editore)

A tutti loro va il mio ringraziamento.