VU CUMPRA’?

Sulle spiagge di quest’estate, ancorché anomala, imperversano i famigerati “Vu cumprà?”, instancabili venditori di foulards, occhiali da sole, abiti e oggetti vari fatti passare come autentici ma che in realtà sono un’imitazione venduta a prezzi stracciati.

Tralasciando le polemiche sollevate dal ministro Alfano che nei giorni scorsi ha intrapreso una campagna a difesa del “made in Italy”, palesemente contraddittoria rispetto all'operazione “mare nostrum sull'accoglienza degli immigrati, ho trovato una precisa correlazione tra questi ambulanti delle spiagge e i (pseudo) scrittori che s’intrufolano nella rete per promuovere la loro ultima “fatica”. Per entrambi il comune denominatore è la mistificazione, l’inganno, il tentativo di far passare come fedele all'originale il messaggio pubblicitario sotteso ai propri prodotti.

Ma se per i Vu cumprà?” vi è una sorta di giustificazione sociale dovuta alla loro necessità di sopravvivenza e alla consapevolezza del compratore della qualità non eccelsa degli articoli proposti, più difficile è smascherare questi scrittoridi nuova generazione che approfittando delle infinite possibilità dell’editoria digitale si presentano ai lettori con recensioni artefatte e a misura, fatte passare come oggettive e autentiche.

Il meccanismo è piuttosto semplice e perverso: si contattano amici accondiscendenti, meglio ancora scrittori in erba per scambiarsi recensioni apparentemente di qualità per scalare la vetta delle classifiche di vendita. Quante più recensioni col segno + si riescono a collezionare tanto maggiore sarà la visibilità del prodotto nei vari store digitali. In questo modo il lettore viene “spinto” a visualizzare i libri maggiormente recensiti disincentivandolo dalla ricerca a più ampio raggio.

E’ certamente una pratica di cattivo gusto. Io stesso sono stato contatto ma ho declinato l’invito senza pensarci nemmeno un secondo.

Il mio consiglio è di non fidarsi troppo di recensioni “pompose” e “sdolcinate”. Se proprio gli occhi non se la sentono di staccarsi dalle proposte “luccicanti”, almeno leggere l’anteprima (laddove consentita) per farsene un’idea prima dell’acquisto.

Altrimenti all'ennesimo passaggio dello scrittore-vu cumprà? meglio rispondere con un “No, grazie.”.

Commenti

  1. Ciao Vittoriano.
    Bel paragone hai fatto! La differenza è come dici tu, proprio solo la necessità di avere qualcosa da mettere sotto ai denti
    Per il resto, voglia di apparire, diventare famosi... di avere quei momenti di notorietà che gli pseudo scrittori ritengono siano dovuti a tutti.
    Sta proprio solo al lettore fare la scelta. Anteprima, diverse recensioni e poi istinto. Io penso che ci si debba fidare di queste letture.
    Ci sono scrittori giovani, sconosciuti che sono veramente validi e meritano più visibilità ma ce ne sono anche di quelli che non meritano nulla.
    Il mercato però è talmente vasto che anche una buona dose di fortuna serve.
    Ciao

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    1. Ciao Patricia. Grazie per il commento. Anch'io concordo sul fatto che vi sono tanti scrittori bravi. Ma, come dicevi, il mercato è così ampio che non è facile riconoscerli. Un caro saluto.

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  2. Io non penso sia una scorretta pubblicità.
    Anche io pubblicizzo il mio libro, ma sono costretto perché il Web Publishing lo impone. Altrimenti non solo nessuno compra il tuo libro, ma nessuno ne è a conoscenza!

    Il Web Publishing costa pochissimo perché la pubblicità è a tuo carico.
    Diverso se opti per una casa editrice: lì paghi migliaia di euro per avere una buona dose di pubblicità e, cosa importantissima che non è possibile con la stampa on line, porre il tuo libro fisicamente nelle librerie.

    Io ho pubblicizzato e continuerò a pubblicizzare il mio libro. Guadagnerò al massimo i soldi per pagarmi la spesa per una settimana, ma almeno sarà una soddisfazione personale.

    Un salutone a te Vittoriano! Buon proseguo di giornata

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    1. Ciao Daniele. Ho la massima stima per gli scrittori esordienti, e penso che tu sia uno di questi, che si danno da fare per promuovere la propria opera in tutti i modi (leciti) possibili. Quello che ho cercato di evidenziare nel post è la scorrettezza di certi "scrittori" che attraverso recensioni "fasulle" o studiate a tavolino "inquinano" il mercato dell'editoria digitale a tutto danno di tanti scrittori valenti che non riescono ad ottenere la giusta visibilità. Tanti in bocca al lupo sinceri per il tuo libro.

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    2. Grazie dell' augurio.

      Infatti non avevo capito bene, scusami. Sì parlavi di Recensioni fasulle. Se il libro poi non rispecchia la recensione, sta' sicuro che inonderanno di commenti negativi spiattellando la falsità delle stesse.
      Io per ora ho avuto solo due recensioni, ma sono comunque una bella soddisfazione.

      Tu pensa che io volevo dare in regalo qualche copia alle librerie, ma loro non possono prenderle. Anche se meriti ed hai scritto un bel libro, se sei sconosciuto, è difficile emergere.
      Molti pubblicano in web qualsiasi cosa scrivono senza badare se sia veramente un libro o solo un insieme di idee che non attrae l' interesse delle persone.

      Diceva bene un proverbio
      "Uno scrittore non scrive per dire qualcosa, ma scrive perché ha qualcosa da dire"

      Ciaooo e buon proseguo di giornata!

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    3. Purtroppo la crisi ha investito tutti i settori, compreso quello del mercato dell'editoria. Oggi è più difficile trovare spazi e consensi. Bello il proverbio che hai citato: "Uno scrittore non scrive per dire qualcosa, ma scrive perché ha qualcosa da dire". Penso che tu sia uno di questi. Un caro saluto.

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