ULTIMO POST
- Ottieni link
- X
- Altre app
L'intervista realizzata dal social Mebook che puoi leggere cliccando: TI PRESENTO VITTORIANO
"LA PROSSIMA VITA": INTERVISTA ALL'AUTORE VITTORIANO BORRELLI
"LA PROSSIMA VITA": INTERVISTA ALL'AUTORE VITTORIANO BORRELLI
(Riportata nella Rivista letteraria Libro Aperto Giugno 2012)
Diamo il Benvenuto allo scrittore
Vittoriano Borrelli autore del Libro La Prossima Vita. Grazie di essere con
noi; vuole presentarsi ai nostri lettori?
Non sono molto
bravo a parlare di me, preferisco farmi conoscere attraverso le cose che dico o
che faccio. Ad ogni modo sono una persona che ama la vita dei sentimenti, delle
emozioni, delle piccole cose. Sono Segretario Comunale, massimo dirigente di alcuni
enti locali che nel tempo libero ama “tuffarsi” in quello straordinario mondo
che è la cultura e l’arte in genere. Sono due aspetti antitetici della mia
vita. Faccio un lavoro che richiede pragmatismo, senso di responsabilità e
raziocinio, ma appena posso smetto questi panni per indossare quelli della
fantasia e della creatività. E’ facile intuire dove batte volentieri il pendolo
dell’orologio …
“La Prossima Vita” è stato scritto dopo
un’intera vita dedicata alla musica; com’è nata l’ispirazione per questo libro?
La morte di mia
madre avvenuta qualche mese prima dell’inizio del manoscritto. E’ stato un
evento che mi ha cambiato profondamente. Da quel momento non mi sono più
sentito “figlio” e ho avvertito il peso degli anni e delle responsabilità di
uomo e di padre. In un certo senso ho voluto, con il romanzo, “esorcizzare”
questa triste fase della mia vita attraverso un viaggio introspettivo alla
ricerca delle mie radici.
Più che di
ispirazione parlerei quindi di occasione, di nesso causale tra un evento
luttuoso, quale la scomparsa di mia madre, e l’impulso di scrivere, in termini
di reazione, il romanzo.
Vuole parlarci di questo libro e dei suoi
personaggi?
Il romanzo ha due
temi conduttori: l’assenza di
comunicazione e la difficoltà del protagonista di accettare una realtà che non
gli somiglia e per questo si rifugia nell’immaginazione. Ma sarà un “viaggio”
che lo porterà ad estraniarsi completamente dalle persone e dalle cose che lo
circondano, con il risultato di ricondurre la propria esistenza in una sorta di
doppio binario tra l’essere e il voler essere. Tutti i personaggi ruotano
intorno al protagonista assumendo, a
seconda delle circostanze, il ruolo di comprimari o di fautori degli eventi
narrati.
Si sente legato particolarmente ad uno di
questi?
Più che a un
personaggio sono particolarmente legato alla Venere di Botticelli, il dipinto
che ispira la malinconia di Leo, protagonista del romanzo. E’ un quadro di
straordinaria bellezza, simbolo di quella purezza interiore che fa da
contraltare alle contaminazioni che, purtroppo, siamo costretti a subire o a
riscontrare nella nostra realtà. Questa idea della bellezza che eleva lo
spirito, induce Leo ad isolarsi da un mondo incapace di offrire modelli di
riferimento in grado di rappresentarla.
Perché i lettori dovrebbero comprare il
suo libro? C’è forse un messaggio che vuole lanciare?
Quando ho scritto
il romanzo non ho pensato minimamente all’impatto che avrebbe potuto avere sui
lettori. In un primo tempo l’ho tenuto nel cassetto per alcuni anni. Poi,
recentemente, incoraggiato anche dal giudizio positivo di diversi editori, ho
pensato di pubblicarlo principalmente per trasmettere ai lettori le emozioni
che ho provato nel raccontare la storia. E’ un romanzo che spinge
all’autocritica, alla ricerca di un mondo di relazioni che faccia emozionare e
stimolare il senso della vita e dello stare bene con se stessi. E il messaggio
è proprio questo: essere sempre se stessi, mai snaturarsi, essere più selettivi
con le persone che incontriamo affinchè condividano le nostre affinità e i nostri
progetti di vita.
Come definirebbe il suo romanzo? Provi a
dare tre aggettivi per identificarlo.
Malinconico,
introspettivo ma anche propositivo per il messaggio finale che ovviamente non
svelo.
Come lega le sue passioni: musica e
scrittura insieme?
In maniera del tutto naturale. La musica e la
scrittura appartengono, come due facce della stessa medaglia, all’arte della
creatività e della voglia di comunicare e far suscitare emozioni.
C’è un momento particolare della giornata
in cui predilige scrivere?
Non c’è un momento
particolare. Può succedere, ad esempio, che mi trovi in macchina e mi vengano
in mente idee o spunti per una storia. E poi sono un osservatore: la gente e le
cose che mi circondano sono per me una sorta di palcoscenico di vita dal quale
trarre l’ispirazione per qualcosa che mi sento di raccontare.
Nel 2001 ha pubblicato un libro che
racchiude i testi di alcune canzoni scritte da lei. Come è stato il passaggio
dalla musica alla narrativa?
Del tutto
spontaneo, come pure l’inverso, stante il perfetto sincronismo che lega i due
ambiti. In realtà non ho mai smesso né di scrivere né di comporre musica,
anche se “invecchiando” sono meno prolifico e più selettivo nella ricerca delle
cose che possano ancora emozionarmi.
Bene, grazie di essere stato con noi, se
vuole può aggiungere qualcosa che non è stato letto e magari segnalarci qualche
link per mettersi in contatto con lei.
I lettori possono trovarmi
- sul blog: http://vittorianoborrelli.blogspot.it
- su facebook alla pagina Fb Vittoriano Borrelli
- o su Twitter alla pagina http://twitter.com/#!/BVittoriano
Giugno 2012 Tiziana Cazziero
- Ottieni link
- X
- Altre app
Commenti
Posta un commento
Posta il tuo commento. Sarò lieto di conoscere la tua opinione.