vittoriano borrelli, le parole del mio tempo...
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INNAMORARSI IN UN TEMPO SBAGLIATO
IL SOLE TRA I FILI SPINATI
(Cesare Rimini, Una carta in più Milano, Mondadori, 1997, p. 15)
NAPOLI MUORE
Napoli muore con il vento dimenticandosi di sé
Napoli muore per un bimbo che vive senza un perché
poi si distende sul mio letto e fa l’amore con me
bruciando giorni disgraziati svegliandosi nel caffè
Napoli muore consapevole della sua oziosità e s’innamora in un bar
per una stagione che verrà
Poi come un vecchio aspetta che il tempo passi senza novità
Che mondo! Quattro puttane che ti passano accanto
e fanno il girotondo senza le mutande
Allegramente Napoli si droga e sogna per un po’
e si scatena in discoteca o legge libri in biblioteca
Poi guarda il cielo e canta amore cadendo ancora nell’errore
e si traveste è un travestito e si rivede nel finito
Napoli muore in bicicletta o in tanti uffici e scrivanie
Napoli sente ma non parla è sempre in cerca di manie
E se la vita si è impiccata Napoli crede all’avventura
magari con tante valigie ed una storia un po’ più sua
Napoli muore sui cartelli di proteste appesi ai muri
Napoli muore di prostituzione e di falsi amori
non è più come una volta od è la stessa ma cosa importa?
Che mondo! Senza cortili e senza spazi per giocare
Che idea lasciare tutto e andare in giro a bestemmiare
Quando il cielo si fa scuro e il sole è più pezzente
quando la vita non è più sua
Napoli prega qualche santo e grida forte: “Dammi tempo!”
Quando mangia nei digiuni o tenta la fortuna
Napoli diventa ironia
chiedendosi se la sua vita è solo una ferrovia
Napoli muore tra cortei e scioperi internazionali
poi si confonde tra i confusi o si addormenta tra gli illusi
Napoli muore ma lo sa perciò rimane come sta
e si rassegna per la via o si ribella per apatia
Napoli muore in giradischi nelle domeniche d’inverno
oppure annega nel suo mare per depressione totale
Non è lo specchio di se stessa
Napoli piange anche se si fa festa
Che mondo! Senza un momento da dividere in due
Morire non è più forse una ragione per vivere
Quando il cielo si fa scuro e il sole è più pezzente...
GIORNO QUALUNQUE
Guardo quell’uomo in cerca di avventura
Vaga nel buio forse perché ha paura
Si lascia andare con mezza sigaretta
e mi fa pena anche lui non ha fretta
che mi trascina con sé con una valigia
Guardo le case e quelle luci accese
i campanili a vela delle chiese
Tu …un tempo tu con me
Tu …chissà ora dove sei?
Tutti gli amici son andati a ballare
ma questa volta non voglio divertirmi
mi basto solo con questo mio dolore
e voglio ridere e darmi del buffone
Ma forse è vero che tutto intorno è amore
Ma forse è vero che non c’è più dolore
Solo un pensiero che presto o tardi muore
Un dispiacere che dura poche ore
in un giorno qualunque che tu
ad un tratto non ricordi più
Tu …un tempo tu con me
Tu …chissà ora dove sei?
Ma forse è vero che è solo un’illusione
questo cercarsi anche se fuori piove
Ma forse è vero che tutto nasce e muore
in un pensiero al sorgere del sole
in un giorno qualunque che tu
ad un tratto non ricordi più
IL MIO SANREMO VENTI VENTICINQUE
Qualcuno lo ha definito il Festival della restaurazione dopo le cinque edizioni di Amadeus in cui l’innovazione e la capacità di attrarre un pubblico più giovanile erano stati, a buon diritto, i punti di forza.
- OLLY: Balorda nostalgia. Brano orecchiabile con il solito giro del Do (DO+LA-RE-SOL7°) ma interpretato con passione. Nonostante la giovane età di Olly (23 anni), è una canzone molto festivaliera, che richiama la tradizione melodica. Voto 7
- LUCIO CORSI: Volevo essere un duro. Forse la vera rivelazione di questo Festival. Brano dalle giuste atmosfere. Voto 7
- BRUNORI SAS: L’albero delle noci. L’unico brano in stile cantautorale, ma non avere rivali con cui confrontarsi in qualche modo lo ha avvantaggiato. Voto 6
- FEDEZ: Battito. Il messaggio del testo sembra essere una frecciatina alla ex Chiara Ferragni ma è un interrogativo che il rapper, esperto nella comunicazione, ha forse voluto lanciare di proposito. Voto 6
- SIMONE CRISTICCHI: Quando sarai piccola. Testo toccante e commovente ma la melodia poteva essere migliore. Voto: 7
- GIORGIA: La cura per me. Forse l’unica vera interprete del Festival, con la sua voce formidabile e intonatissima. Voto 8
- ACHILLE LAURO: Incoscienti giovani. Brano melodico che segna la trasformazione di Lauro da cantante trasgressivo ad interprete più impegnato. Non male. Voto 7,5.
- FRANCESCO GABBANI: Viva la vita. Ballata gradevole ma niente di più. Voto 6
- IRAMA: Lentamente. Brano molto somigliante ai precedenti dell’artista. Insomma la stessa canzone di sempre. Voto 6
- COMA COSE: Cuoricini. Sulla scia dei Ricchi e Poveri. Sarà uno dei tormentoni della prossima estate. Purtroppo. Voto 5
- BRESCH: La tana del granchio. Anonimo. Voto 5
- ELODIE: Dimenticarsi alle sette. Perché proprio alle sette e non a un’altra ora? Testo insipido ma la melodia è migliore. Voto 6
- NOEMI: Se t’innamori muori. Noemi è brava ma il brano non lo è altrettanto. Voto 6
- THE KOLORS: Tu con chi fai l’amore. Altro tormentone della prossima estate. E non è un pregio. Voto 5
- ROCCO HUNT: Mille vote ancora. A noi basta una sola volta. Per non ascoltarlo più. Voto 4
- WILLIE PEYOTE: Grazie ma no grazie. Prego, l’uscita è in fondo a destra. Voto 4
- SARAH TOSCANO: Amarcord. Se l’avesse cantata Annalisa non ci sarebbe stata alcuna differenza. Si vede che entrambe provengono dalla stessa scuola di Amici. Voto 7
- SHABLO(e compagnia bella):La mia parola. Piace a chi piace questo genere. Settoriale. Voto 5
- ROSE VILLAIN: Fuorilegge. Meglio rispettare l'ordine pubblico (e delle cose). Voto 6
- JOAN THIELE: Eco. Brano interessante, ben eseguito da questa giovane cantante. Voto 7
- FRANCESCA MICHIELIN: Fango in Paradiso Dopo Nessun grado di separazione non si è più ripresa. Voto 5
- MODA’: Non ti dimentico. Noi invece l’abbiamo già fatto. E senza rimpianti. Voto 4
- MASSIMO RANIERI: Tra le mani un cuore. Non brilla. Forse c’è un tempo per ritirarsi dalle scene o tornare a fare altre cose, come ad esempio la recitazione o lo showman. Sono lontanissimi i tempi (che non torneranno più) di Perdere l’amore. Voto 5
- SERENA BRANCALE: Anema e core. Sfruttare la napoletanità del titolo non è stata una buona idea. Voto 4
- TONY EFFE: Damme ‘na mano. Niente a che fare con il mitico Franco Califano cui pare ispirarsi. L’unica mano che gli possiamo dare è quella di farlo uscire al più presto dal palcoscenico dell’Ariston. Voto 4
- GAIA: Chiamo io chiami tu. Nel dubbio lasciamo il cellulare spento. Voto 5.
- CLARA: Febbre. In linea con l’influenza di stagione. Passerà con un buon antibiotico. Voto 5
- RKOMI: Il ritmo delle cose. Nome che mette a dura prova chi ha la erre moscia. Ha il merito di non snaturare il suo genere e non sfigura. Voto 6,5
- MARCELLA BELLA: Pelle di diamante. Va premiato il coraggio di voler restare sulla cresta dell’onda nonostante gli anni che, ahimè, avanzano anche per lei. Voto 6,5
I MIEI RACCONTI: L'APPARTAMENTO
“Carino, luminoso e superaccessoriato. Riscaldamento autonomo con telecomando, lavatrice auto-programmabile, video citofono e impianto satellitare. Cosa vuoi di più? E poi è tutto così accogliente, confortevole, non devi nemmeno faticare tanto per tenerlo in ordine. C’è anche una bella vista panoramica, vedrai che ti troverai bene.”
UN ALTRO NATALE
Strade affollate tutte illuminate
notte stellare per un altro Natale
che arriverà nei paesi e città
portando doni, sogni e lacrimoni
Giochi di luce di un momento speciale
Facce in attesa per un altro Natale
che arriverà con la neve in città
coi suoi rossori dispensando stupori
E questa notte passerà con le stelle in cielo
ed un pensiero volerà a chi sta da solo
E non dormirà
Chiaro di luna vento settentrionale
Quante speranze per un altro Natale
che arriverà e si dileguerà
come un barbone chiuso dentro a un cartone
Case addobbate tante stelle a puntale
Sale l’attesa per un altro Natale
che arriverà e si riposerà
come un bambino aspettando il mattino
ed un pensiero volerà a chi sta da solo
E non dormirà
IL DOLORE
Quando lo senti da tanto
che non ti fa quasi niente
Come una lama che taglia una palla di neve
che al sole si scioglie
Sotto un cielo di carta e la luna che guarda
l'aurora nell'alba
Quando il dolore non passa
ed il respiro ti manca
guardi le luci del mondo a una certa distanza
da questa terrazza
Il rumore del mare attutisce ogni male
col vento Maestrale
Voglio cullarmi sul mio dolore
tanto non sento più niente
nè di te nè di me
nè di quello che dice la gente che mente
Voglio annegare nel mio dolore
tanto nessuno lo sente
Come un'onda del mare
che mi porta via
Quando il dolore è una fiamma
che brucia dentro e t'inganna
Quando sparisce e riappare ogni volta
che passa l'aurora nell'alba
E le stelle le senti soltanto
Voglio cullarmi sul mio dolore
Tanto non sento più niente
nè di te nè di me
nè di quello che dice la gente che mente
Voglio annegare nel mio dolore
tanto nessuno lo sente
Come un'onda del mare
(Dedicato a tutte le persone che soffrono)
HO IMPARATO A VIVERE CON ME
E mi amo… mi amo… mi amo alla faccia tua!
E mi amo… mi amo… mi amo ma so che è dura!
non è stato facile per me
dopo un anno difficile così
coi ricordi inchiodati sempre qui
L’alito del buon vino in bocca e tu
un sapore che non ricordo più
nel dolore divido a metà
gelosia e una dolce vanità
E mi amo… mi amo… mi amo alla faccia tua!
E mi amo… mi amo… mi amo ma so che è dura!
Ho imparato a vivere con me
ma ti giuro che non ce l’ho con te
Mi accontento di tutto quel che c’è
anche a fare le cose senza te
a sputare due versi di poesia
sulla mia pornografia
Ho imparato a vivere con me
con maggiore equilibrio e autonomia
brucio le tappe della mia pazzia
così inganno di più la vita mia
coi sorrisi annoiati nel caffè
sulla scia dell’apatia
Ho imparato a vivere con me
a mangiare discorsi senza te
a guardare le macchine così
ma nessuno mi porta via da qui
Passo il tempo a imbrogliare le mie idee
a lasciare la noia lì com’è
nel dolore capisco che non va
metto in ordine il senso dell’età
E mi amo… mi amo… mi amo alla faccia tua!
E mi amo… mi amo… mi amo ma so che è dura!
Ho imparato a vivere con me
dopo tutto non ci sei solo tu
per esempio c’è un uomo come me
che può fare benissimo da sé
Da domani ritorno a certe idee
sarò allegro tutte le sere
ci scommetto che non ci crederai
Ora vivo e mi basto anche così
Amo piccole cose che non sai
Sono a tanti chilometri da te
per fortuna tu non ci sei
BELL'ANIMA
Bell'anima
quest'anima che non si piega al niente
che sfida anche la fine e resta in te per sempre
Bell'anima
che naviga nei mari che ti aprono la mente
LA LUNA
La luna mi scruta leggera
Mi accoglie nella sua atmosfera
Mi prende mi ama e mi vuole
M'illumina con ardore
Due occhi espressivi e invadenti
che parlano senza dir niente
Due lacrime sciolte sul viso
che scorrono senza dolore
E il tempo tra noi due
ci completa e ci divide
Voliamo lontano verso nuove isole
come due amanti sopra spiagge libere
La luna selvaggia
mi fa l'amore e insegue una vita di più
La luna consapevolmente mi ascolta
discreta e respira
Morire lei non può
Lasciarmi solo no
La luna istintivamente mi cerca
e posa le ali sul mio corpo fragile
sulle mie fantasie
Silenziosa e solidale se piango
Sorridente se mi trucco da pierrot
Concreta se mi parla d'amore
Incerta se le chiedo perché
E il tempo tra noi due
ci completa e ci divide
I suoi raggi mi guidano nei sentieri
Fantasia indulgente dei miei desideri
La luna preziosa
mi fa l'amore e insegue un pensiero di più
La luna è il piccolo mondo di un uomo
che impara e respira
Morire lei non può
lasciarmi solo no
La luna maliziosamente mi ascolta
e posa le ali sul mio corpo fragile
sulle mie fantasie
TI ASPETTAVO
Ti aspettavo alla stazione
mentre già ti odiavo un po'
Li davanti a un vecchio bar
Tu con l'aria di una star
Desiderio di fuggire
dai tuoi occhi e morire
Ti aspettavo a mani in tasca
solo nella grande piazza
Un minuto alle otto
Io che avevo il cuore rotto
Desiderio di capire
una storia già alla fine
Ti aspettavo in un momento
buio della mia vita
Ti aspettavo tanto da pensarti invano
Ti aspettavo e non sapevo
chi aspettavo e se davvero
Io ti amavo tanto da odiarti invano
Ti aspettavo ormai da molto
Mi cascava addosso il mondo
Tosse forte per il fumo
Ai miei occhi solo un muro
Desiderio di capire
un amore già alla fine
UNA VITA DIVERSA
Tu la vorresti una vita diversa
come il sogno di un bambino
affacciato alla finestra
a guardare fuori il mare
gli aeroplani in mezzo al cielo
che si perdono nel blu
La compreresti una vita diversa
anche se valesse tanto
offriresti tutto il cuore
pur di uscire dal grigiore
di un mattino senza sole
che ti avvolge sempre più
Diversa …
da cercare nel calore di un sorriso
che ti dia la forza per ricominciare
e sentirti meno male con il cuore
e pensare ancora quanto é bello il mare
e volare e poi volare
essere infinito con te
Tu la offriresti una vita diversa
anche a chi non l’ha mai avuta
ma ti sta vicino ora
e ti ama come allora
perché in te ci crede ancora
prima o poi cambierà
Diversa…
da cercare nello sguardo di un bambino
e trovarci ancora intatta la speranza
e sentirti meno male con il cuore
Una vita che ti faccia immaginare
cose che la tua realtà non ti può dare
E volare e poi volare
essere infinito con te


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