ANONIMO SANREMESE




Chi è costei? Chi è costui? Molti telespettatori si saranno fatti questa domanda durante la carrellata dei cantanti che si sono esibiti al festival di Sanremo 2026. A qualcuno sarà venuto in mente il dubbio di Don Abbondio ne “I promessi Sposi”, intento a scoprire l’identità di un certo Carneade.

Carlo Conti questa volta non ha fatto centro nella cernita delle canzoni selezionate per questa edizione del Festival, la 76iesima, che ha visto un significativo calo di ascolti fin dalla prima serata, anche se la media si è mantenuta, tutto sommato, dignitosa. Al di là di qualche sconosciuto tra gli interpreti, almeno per il pubblico televisivo, le canzoni sono state di bassa qualità e molte di loro saranno presto dimenticate al calar del sipario del Teatro Ariston: melodie poco trascinanti, poco orecchiabili, che non hanno suscitato grandi emozioni.

Anche la scelta del parterre chiamato a condurre con Conti le 5 serate della kermesse più popolare dell’anno, non ha funzionato granché: la Pausini, spesso impacciata e dedita ai soliti stridolini musicali, a qualcuno avrà stancato, Can Yaman poco disinvolto e più preoccupato a non uscire dal suo personaggio di Bello e impossibile, e qualche altra comparsa che è sfilata via dal palco come il vento e senza rimpianto.

E’ mancata forse quella spettacolarizzazione sana e accattivante che aveva caratterizzato le precedenti edizioni, con ospiti mattatori capaci di tenere incollati alla TV gli spettatori con battute spiritose ed effervescenti.

Vince Sal Da Vinci, ma ha giocato facile in un mare di proposte musicali decisamente mediocri.

Ma ecco le mie pagelle (in ordine di classifica finale):


SAL DA VINCI:  Per sempre sì. Brano che apre la stagione dei matrimoni e dei battesimi. Sarà molto canticchiata in queste cerimonie. Voto 6

SAYF: Tu mi piaci. Una tra le poche orecchiabili. Piacerà soprattutto ai giovani, un tormentone pre-estivo. Voto 6

DITONELLA PIAGA: Che fastidio. La salva il ritmo, ma niente di più. Voto 6

ARISA: Magica favola. La classe non è acqua. Ottima interpretazione anche se la melodia poteva dare di più. Voto 6,5

FEDEZ E MARCO MASINI: Male necessario. Canzone troppo urlata nel refrain. Voto: 5

NAYT: Prima che. Carina, ma nulla di più. Voto 6

FULMINACCI: Stupida sfortuna. Nome che evoca qualche epiteto romanesco. Titolo non molto appropriato (Perché la sfortuna sarebbe stupida?). Canzone non malaccia ma che ti prende a metà. Voto 6,5.

ERMAL META: Stella Stellina. Un po’ scopiazzata qua e là. Voto 5

SERENA BRANCALE: Qui con me. Brano struggente nel ricordo della madre. Voto 6

TOMMASO PARADISO: I Romantici. Non all’altezza dei precedenti successi, soprattutto con il gruppo de The giornalist. Voto 5,5

LDA E AKA 7EVEN: Poesie clandestine. Dedicata alla Napoli sotterranea, e questo basta. Voto 6

LUCHE’: Labirinto. Non male. Voto 6

BAMBOLE DI PEZZA: Resta con me. Insipida (la canzone), insipide (le interpreti). Voto 5

LEVANTE: Sei tu. Interpretazione di qualità ma la melodia non è dello stesso livello. Voto 5

J-AX: Italia starter pack. Ballabile. Altro tormentone di questa estate. Voto 6

TREDICI PIETRO: Uomo che cade. L’ennesima canzone rap, uguale alle altre. Voto 4

SAMURAI JAY: Ossessione. Lo è stata ascoltandolo. Voto 5

RAF: Ora e per sempre. Non male e non bene. La melodia poteva essere sviluppata meglio. Voto 6

MALIKA AYANE: Animali notturni. Non decolla. Voto 5

ENRICO NIGIOTTI: Ogni volta che non so volare. Testo interessante ma la melodia è piuttosto scarsa. Voto 5

MARIA ANTONIETTA E COLOMBRE: La Felicità e basta. Bellina. Voto 5,5

MICHELE BRAVI: Prima o poi. Sono lontani i tempi de Il diario degli errori, brano che lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Sempre difficile ripetersi. Voto 5

FRANCESCO RENGA: Il meglio di me. Direi piuttosto il peggio di Renga. Voto 5

PATTY PRAVO: Opera. Canzone sonnolente. Al primo refrain già mi si stavano chiudendo gli occhi. Voto 4.

CHIELLO: Ti penso sempre. Anonimo. Voto 4

ELETTRA LAMBORGHINI: Voilà. Non sa cantare e non sa ballare. Elettra è lo specchio di questi tempi. Voto 5.

DARGEN D’AMICO: Ai Ai. Aggiungerei l’acca nel titolo: Ahi Ahi, brano che non ripete i fasti di Dove si balla, canzone di altro spessore. Voto 5

LEO GASSMAN: Naturale. Canzone bruttina, piazzamento meritato. Voto 4

MARA SATTEI: Le cose che non sai di me. Meritava una posizione migliore. Voto 6

EDDIE BROCK: Avvoltoi. Canzone gradevole. Gli ultimi saranno i primi. Voto 6,5.