- Marco Mengoni - Due vite Al primo ascolto l’ho subito indicato come vincitore sicuro del Festival. Al di là delle accuse di plagio (vedi “La sera dei miracoli” di Dalla), il brano ha una melodia avvincente e avvolgente, sublimato da un’interpretazione senza alcuna pecca. Voto 10
- Lazza – Cenere Forse la vera rivelazione di questo Sanremo. Brano ben arrangiato ed interpretato da un giovane che sarà tra i più gettonati del dopo-festival. Voto 9.
- Mr. Rain - Supereroi Testo delicato che affronta il superamento delle barriere delle differenze (e dell’indifferenza). Ben cantato da Mr. Rain e dai suoi giovani coristi. Magico.Voto 8
- Ultimo – Alba Anche stavolta il cantante romano non ce l’ha fatta a vincere. Il brano però è di qualità anche se esplode solo nel finale. Riempirà sicuramente i teatri e gli stadi ai prossimi concerti. Voto: 7,5
- Tananai – Tango Raffinato ed evoluto rispetto ad un anno fa. Voto 7
- Giorgia - Parole dette male Il brano non è al livello di quelli passati e perciò non decolla e non convince appieno. Voto 6
- Madame - Il bene nel male Meritava qualche posizione in più ma si rifarà nelle vendite.Voto 7,5
- Rosa Chemical - Made in Italy Questa voglia di trasgredire ad ogni costo sta cominciando a stancare. Non bisogna per forza ostentare la propria diversità per emergere. Voto 5
- Elodie – Due Sotto il profilo del look Elodie ha stravinto la concorrenza. Abiti confezionati su misura ed una bella presenza scenica. Il brano è un po’ meno convincente. Voto 6,5
- Colapesce e Dimartino – Splash Il filone è lo stesso di “Musica leggerissima”, brano che il duo siciliano ha presentato due Sanremo fa, ma di un livello più basso . Voto 7
- Modà – Lasciami Ripetersi dopo un passato glorioso è difficile. Voto 6
- Gianluca Grignani - Le parole che non ti ho detto Testo che fa commuovere e riflettere. La melodia un po’ meno. Voto 7-
- Coma_Cosa - L’addio Meglio un arrivederci a proposte più convincenti. Voto 6
- Ariete - Mare di guai Lo è sicuramente il look, da prima mattina appena svegli. Per il resto Ariete dovrà cercarsi una buona ancora di salvezza. Voto 6
- LDA - Se poi domani Non ci siamo. Tale padre, tale figlio. Ma in peggio. Voto 5
- Articolo 31 - Un bel viaggio I ricordi sono una gran brutta bestia. Ma non si può tornare indietro. Voto 5
- Paola & Chiara – Furore Come sopra. Ma spopoleranno nelle balere e nelle discoteche di provincia. Voto 6
- Leo Gassman - Terzo Cuore Il brano non è male e Leo ha tutti i requisiti per conquistare il cuore delle ragazzine.Voto 7
- Mara Sattei – Duemilaminuti ... di noia. Voto 5
- Colla Zio - Non mi va Neanche a noi. Le band come lo Stato Sociale o i Pinguini Tattici Nucleari hanno già dato. Voto 5
- Cugini di campagna - Lettera Ventidue Il brano meritava di più (ma i più cattivi diranno perché non è stato scritto da loro). Non so se è valsa la pena snaturarsi e affidarsi ad un genere che non è il loro. Voto 6
- gIANMARIA – Mostro Ma la faccia belloccia lo salverà da un baratro più profondo. Voto 5
- Levante – Vivo Il brano è più morto che vivo.Voto 4
- Olly – Polvere Spero che non sia come il messaggio biblico: polvere eravamo e polvere diventeremo. Voto 4
- Anna Oxa – Sali E invece è stata una discesa inesorabile. Corde vocali messe a dura prova a dispetto dell’età che avanza. Paga anche un atteggiamento comunicativo poco empatico.Voto 6
- Will – Stupido Il Pupo del terzo millennio si farà consolare dalle ragazzine. Voto 6
- Shari – Egoista Nessun commento. Voto 4
- Sethu - Cause perse Impresa già votata al fallimento. Pari pari come il titolo della canzone. Voto 4
BENVENUTO nel mio blog. Qui si parla di cultura, musica, attualità e ...di molto altro. Anche tu puoi essere protagonista con commenti e proposte.
VOTIAMO SANREMO 2023
L'AMORE CHE VOLEVO
GIULIANO
(Tratto da “Le parole
del mio tempo”)
HO PERSO LA TESTA PER TE
che voglio portarti a ballare stasera
restare abbracciati sotto le stelle
sentire il profumo della tua pelle
confondermi con le onde del mare
andare lontano e mai più ritornare
Possibile che hai scelto proprio me
che da tempo no non vivevo più
invecchiato non sorridevo più
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te davvero
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te lo giuro
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te
Fammi sentire importante
in ogni momento se siamo distanti
se a volte la vita ci fa andare avanti
perdendo di vista le piccole cose
che in fondo sono per noi più preziose
ancora un minuto e sarò a Milano
Amore non ce la facevo più
a star solo non ne potevo più
finalmente sono vicino a te
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te davvero
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te sicuro
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te
Possibile che hai scelto proprio me
che da tempo no non vivevo più
invecchiato non sorridevo più
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te davvero
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te sul serio
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te lo giuro
(Coro) E ho … ho perso la testa per te
IL CIECO
con mezza sigaretta e un vecchio cane tutto suo
e passa un po’ di tempo parlando con qualcuno
e il cieco già si eccita nell'immaginazione
ma sa che la sua voce è un richiamo ormai lontano
i colori della vita appartengono al passato
E impara a non guardarsi più
nella gente che non sa cosa fa
Riflette e la sua idea va
al di là dei buchi della realtà
Qualcuno gli ha rubato pure il volo
e il cieco adesso inciampa anche da solo
Di tanto in tanto ode un lamento
che lui ricorda nel suo tempo
Poi tutto ad un tratto si inventa il sole
e gli confida il suo dolore
Anche se è sempre sera lui lo sa
che il giorno è un buio che ritornerà
Un autobus che passa e raccoglie la sua gente
riaffiora quel silenzio che è musica di niente
Il cieco col suo cane prova adesso a passeggiare
nel viale ormai deserto e conosciuto troppo presto
E impara a confidarsi da solo
scoprendo tanta luce intorno
Si piega piano alla sua vita
incollandola in una scenografia:
un cielo in compagnia di quattro nuvole
e tante strade uguali e sempre libere
E impara a vivere così
protagonista di un vecchio film
Il cieco segue il suo sentiero
scordandosi del mondo intero
Così ogni mattina il cieco va
ai giardini pubblici della città
Eros
Eros ti ha avuta una notte
non era l'abbraccio di sempre
tu lo guardasti un istante
con quella faccia da amante
E lo spogliasti da esperta
Bellissima eri perfetta
Eros ti amava davvero
Non era solo pensiero
Stesa sul letto sembravi
delusa e già stanca di amarlo
Lui non parlava aspettava
Non era stanco ti amava
Sentivi sul corpo le sue mani incerte
che andavano giù per posarsi sul ventre
Lo incoraggiasti ma intanto
pensavi a qualcosa da fare
decidere sola od illuderlo ancora
E lui restava a guardarti per ore
Stava a cercare parole
come un bambino insicuro
Stava a sognarti nel sogno
a consumarti di nuovo
come un amante finito
gli offriva quel conto salato
Eros ti amava davvero
non era solo pensiero
Tu ti fermasti a guardare quei fiori
mancava la forza di sbatterlo fuori
e lo baciasti di nuovo
sciogliesti i capelli tuoi d'oro
e poi riprendesti a seguire il suo volo
E lui restava a guardarti per ore
Stava a cercare parole
come un bambino insicuro
Stava a sognarti nel sogno
a consumarti di nuovo
come un amante finito
Il futuro imperfetto su Amazon
Chi fa da sé fa per tre, un antico proverbio che non si sbaglia mai. Per fortuna con le nuove tecnologie sull'autopubblicazione e una piattaforma collaudata come Amazon, è possibile confezionare un prodotto di qualità nella forma, nell'impaginazione e, mi auguro, anche nei contenuti.
"Il futuro imperfetto" si colloca nel genere del neo-realismo, una sorta di "Dorian Gray" dei tempi moderni in cui il protagonista Edo si serve della sua smisurata bellezza per raggiungere i migliori traguardi, professionali e non.
Ma la perfezione, si sa, non appartiene al genere umano, così che basta un imprevisto, un intoppo non preventivato che trasformerà Edo in una persona fragile, piena di difetti ed imperfezioni.
E' un romanzo atipico nella sua costruzione e narrazione, diviso in due parti: nella prima Edo, che è anche l'io narrante, racconterà la sua esperienza nel collegio svizzero di Rosental in cui sperimenterà la forza invincibile della sua bellezza come il Sansone della Bibbia o il Dorian Gray del celebre ritratto; nella seconda il protagonista si renderà conto, strada facendo, di quanto l'animo umano sia volubile, instabile, pieno di contraddizioni. Una scoperta che avrà il sapore di una presa di coscienza, dura e implacabile, e che farà mutare l'immagine di Edo allo specchio: da uomo bello e impeccabile a uomo imperfetto.
Per leggere il libro anche in anteprima clicca qui: Il futuro imperfetto
Prendiamoci per mano
Quando il cielo imbrunisce
ed il sole sparisce
tra le nuvole di una notte blu
mi piace stare qui
cercando gli occhi tuoi
tra tanti volti che ho dimenticato davanti a me
Prendiamoci per mano adesso o mai più
che il tempo che è passato non tornerà più
C'è ancora un altro sole che sorge per noi
tra queste prime rughe
e antiche tue paure
Prendiamoci per mano adesso se vuoi
che in questo pazzo mondo ci siamo anche noi
Ci sono tante cose da dire e da fare
possiamo andare al mare
e ancora far l'amore
Nella stanza in penombra
ogni cosa mi sembra
aver senso da quando ci sei tu
Mi piace averti qui
e stringerti così
col tuo respiro che sta accelerando sopra di me
Prendiamoci per mano adesso o mai più
che il tempo che è passato non tornerà più
C'è ancora un altro sole che sorge per noi
tra queste prime rughe
e antiche tue paure
Non pensare alle cose del passato
qui c'è un uomo
che è ancora innamorato
…del sole
Possiamo andare al mare
Figlio di nessuno
Il dolore adolescenziale per un'infanzia perduta, il bisogno di essere amati e accettati per quello che si è, la ricerca di se stessi andando incontro ad un futuro incerto e misterioso ma allo stesso tempo stimolante e carico di speranze.
Figlio di nessuno è figlio di un tempo malvissuto, figlio della disattenzione e dell'indifferenza.
Dall'album "Confidarsi", scritto nel 1979, il brano è ancora oggi molto attuale perché il tema del disagio giovanile di allora lo si riscontra, pur con qualche sfaccettatura diversa, anche nella società contemporanea.
Figlio di nessunoAmante di una libertà
di un giorno speso in treno
verso i confini della vita
verso un'assurda senilità
di speranze e convinzioni
Lui in un altro porto riposerà
'A Livella dI ToTò
Ogn'anno, il due novembre, c'è l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado, e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.
dopo di aver compiuto il triste omaggio
(Madonna!) si ce penzo, che paura!
ma po' facette un'anema e curaggio.
'O fatto è chisto, statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io, tomo tomo, stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del '31".
'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele, cannelotte e sei lumine.
Proprio azzeccata 'a tomba 'e 'stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata, senza manco un fiore;
pe' segno, sulamente 'na crucella.
E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola, che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era pezzente?
Mentre fantasticavo 'stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i 'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura... nnanze 'e cannelotte.
Tutto a 'nu tratto, che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato... dormo, o è fantasia?
Ate che fantasia; era 'o Marchese:
c'o' tubbo, 'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'na scopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro...
'omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?
Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo... calmo calmo,
dicette a don Gennaro: "Giovanotto!
Da Voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!
La casta è casta e va, sì, rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava, sì, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente".
"Signor Marchese, nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo, obbj'... 'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".
"E cosa aspetti, oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"
"Famme vedé... piglia 'sta violenza...
'A verità, Marché, mme so' scucciato
'e te senti; e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...
Ma chi te cride d'essere... nu ddio?
Ccà dinto, 'o vvuo capi, ca simmo eguale?...
...Muorto si' tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato è tale e qquale".
"Lurido porco!... Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri, nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".
"Tu qua' Natale... Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo... 'int'a cervella
che staje malato ancora È fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?... è una livella.
'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò, stamme a ssenti... nun fa' 'o restivo,
suppuorteme vicino - che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie... appartenimmo â morte!".
Bella più che mai
Ti ricorderò bella più che mai
attraverso me dentro il corpo mio
E mi porterai oltre la realtà
ti confonderai nel respiro mio
fino a che tra noi non resterà più niente
e le mani tue saranno più distanti
E ti perderai da sola tra la gente
mentre io sarò perduto in questi istanti
Ti ricorderò bella più che mai
attraverso me nel respiro mio
E ti porterò dove la realtà
non ci troverà anche se è un addio
anche se tra noi non resterà più niente
anche se tra noi si metterà la gente
Ti ricorderò bella più che mai
attraverso me nel respiro mio