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TI CHIAMO AMORE
Quale sarà la mia vita?
Quale sarà la mia vita?
Piccolo frutto immaturo
Forse sarà quest'assenza
o un'oasi d'indifferenza
Ed ho pregato e rubato
ma un eroe non sono mai stato
Come sarà questa storia?
Diversa bugiarda o illusoria
Un albero verde nel cuore
Tanti piccoli slanci d'amore
È strano vedere un uomo che piange
che ha perduto ed è stato deluso
Sprazzi di luce nell'anima
per capire di più e voltar pagina
Non versare nemmeno una lacrima
perché vivere non è solo soffrire
E penso che un altro giorno
se ne va via senza più ritorno
Quale sarà la mia vita?
Dimmelo tu dolce amica
Tu forse non hai sbagliato
e nemmeno una volta pagato
Quale sarà questo male
che mai non affonda nel mare?
Non voglio che questo mio orgoglio
sia per te un pretesto per difendermi
Sono un uomo che ha gettato la maschera
per capirsi davvero stasera
E penso che un altro giorno
se ne va via senza più ritorno
Sprazzi di luce nell'anima
per capirsi di più e voltar pagina
Non versare nemmeno una lacrima
perché vivere non è solo soffrire
E penso che un altro giorno
se ne va via senza più ritorno
SGUARDO
Cercarti con lo sguardo
ritrovarmi nel tuo inganno
mentre lui ti abbraccia
con quella sua brutta faccia
E tu che non sorridi
magari sei già in crisi
Può darsi che lo sanno anche i tuoi amici
Non hai capito che ti amo
Non hai capito che ti amo
Cercarti con lo sguardo
e innamorarmi quando
sei come me
dolce illusione ancora accanto
Lo sai che in ogni momento
sei tu il mio passatempo
Che strano desiderio adesso sento
Non hai capito che ti amo
Non hai capito che ti amo
Cercarti con lo sguardo
volerti ancora tanto
amarti e non amarti e poi cambiare idea
Peccato che hai deciso
tra noi cos’è accaduto?
vorrei convincermi che mi hai deluso
Non hai capito che ti amo
Non hai capito che ti amo
Cercarti con lo sguardo
spogliarti con lo sguardo
portarti a letto solamente con l’inganno
Entrare nel tuo corpo
e spingermi fin troppo
ma un amore così io non lo voglio
Non hai capito che ti amo
Non hai capito che ti amo
Come perdere la notte
Passa la vita sull'autostrada
Ma dove arriva? Chissà!
E vende squarci d'immenso
a chi le offre di più
Parla la radio di un naufragio
Cuori smarriti? Chissà!
In questo grande deserto
il vento si alza di più
Come perdere la notte
e trovare chi fa a botte
con un uomo che si butta via
per problemi con le donne
o per tante brutte storie
masticate dentro un'osteria
Con amici insicuri che ascoltano muti
parole buttate via
da bocche di fumo di vino maturo
mischiato con la nostalgia
E poi c'è qualcuno con l'aria del duro
che ammazza il digiuno
Che dolce vita più felliniana
Vita ruffiana che va
a risvegliare gli amanti
nascosti nella città
Come perdere la notte
e trovare mille volte
la paura di non farcela
Come perdere la notte
con un'alba alle porte
di una sdolcinata realtà
Come perdere la notte
Come uccidere la notte
e lasciarla al giorno che verrà
mentre corre l'autostrada
mentre corre all'impazzata
anche la tua anima che va
LA SECONDA VOLTA
Ero così
soddisfatto della mia prima volta che avevo deciso di riprovarci non appena se
ne fosse presentata l’occasione. Avevo provato il classico brivido sulla
schiena, uno scombussolamento totale dalla testa ai piedi che mi aveva reso per
pochi interminabili minuti schiavo di un’emozione forte ed incontrollabile.
A pensarci bene
quella mia prima volta aveva avuto su di me un effetto quasi ipnotico, come se
fossi stato rapito da una goduria intensa e dirompente da sperare che non finisse
mai o, quanto meno, che durasse per il tempo necessario da tenerla in serbo nei
momenti meno emozionanti della mia vita.
Paragonavo
quell'esperienza al modo di alimentarsi degli scoiattoli, animali previdenti
che in estate fanno scorta di cibo per l’inverno. Insomma, ero così inebriato
dalla mia prima volta che pensavo potesse bastare nei periodi di carestia in
cui ci sarebbe stato poco o niente da procacciare.
Ora vi chiederete
che cosa mi sarà capitato per essere così su di giri. Per darvi un indizio,
immaginate di trovarvi in un castello incantato popolato da dame, servitori,
giullari e musicanti. Un corteo di gente dal quale voi, nelle vesti di un re o
di un principe, siete serviti e riveriti come un prete sull'altare.
Quale migliore
occasione per avere tutto a portata di mano con un semplice schiocco delle
dita? Una dama da accogliere nel proprio giaciglio per essere piacevolmente
coccolato; una squadra di servitori per soddisfare ogni desiderata
prelibatezza; dei giullari che si esibiscono con giochi strabilianti e, infine,
un’orchestra per allietare ore vuote e senza brio.
I piaceri della
vita che si materializzano a comando, brividi intensi che filtrano nel sangue e
si propagano nel tessuto epidermico, occhi che si chiudono in senso di beatitudine
mentre tutto si compie e si risolve in un’esplosione orgasmica.
Peppino, il mio
amico invidioso e ficcanaso, aveva cercato in tutti i modi di saperne di più:
“Allora Guerrino,
com'è stata la tua prima volta?”
“Sapessi! Una
goduria di quelle che non si scordano mai.”
Peppino si era
fatto prima rosso e poi paonazzo ed io mi divertivo a vederlo così divorato
dall'invidia.
“Ma va! E cosa ti è
preso mai? Una sfrenata lussuria?”
“In un certo senso
è stato proprio così: una lussuria che mi ha pervaso tutto il corpo al punto
che avrei replicato volentieri.”
“E perché non lo
hai fatto?”
“Lo farò stasera e
sarà la seconda volta.”
Per l’occasione mi
ero vestito in ghingheri: abito scuro e una camicia di seta sbottonata al punto
giusto da far intravedere i miei pettorali ben sviluppati grazie ad anni di
duri esercizi in palestra.
“Posso venire
anch'io? Dai che ti faccio compagnia.”
“No che non puoi,
reggeresti il moccolo. E poi il posto dove devo andare è tutto esaurito.”
“ E va bene”, fece
il mio amico con tono rassegnato, “però mi racconti tutto più tardi.”
Ho lasciato Peppino
con la promessa che gli avrei riferito ogni cosa nei minimi particolari. Ho
preso la moto e con la mia compagna Stefania mi sono involato alla volta di “Ciro ‘o scugnizzo”, il ristorante a picco sul mare dove ho scoperto una zuppa di
pesce da leccarsi i baffi. Siamo entrati nel locale ed io non vedevo l’ora di
gustarmi la mia seconda volta.
LA SECONDA VOLTA
Racconto breve
di
Vittoriano Borrelli
Tratto da “Lettureai tempi del coronavirus”
LA FINE
Mettere la parola fine a questo blog che ho attivato da oltre 11 anni, o all'ultimo romanzo che ho iniziato a scrivere senza avere più voglia di concluderlo, o alle cose che ho fatto e che ho lasciato a metà.
Irrimediabilmente irrisolto.
E poi accarezzare questa fine sperando che sia più dolce di come l'abbia immaginata.
La fine. Ma poi esiste davvero la fine? O è piuttosto una tappa, una fase che si chiude per far posto ad un altro percorso che inizia?
L'inizio e la fine: due cose che si appartengono, l'osmosi del tempo che passa e ripassa come un vecchio carrozzone.
C'è chi scende e c'è chi sale: albergatori in una terra che ci appartiene solo per un attimo più o meno breve, più o meno effimero.
Ecco perché non so se concludere o concludermi…
UN GIORNO NO UNA VITA NO
Nell’aria c’è conformità
la vanità di questa umanità
E capita che in crisi stai
e cerchi più di una necessità
Poi mani che si lasciano
e labbra che si staccano
Che senso ha?
Un giorno no una vita no
non puoi restare sempre qui a pensare
che in fondo tu non riesci proprio più
ad intascare mani senza amore
Amore sì per una vita sì
più bella e logica anche da qui
Un giorno no una vita no
non puoi sfogliare pagine di errori
perché sei tu e resti sempre tu
malgrado il mondo sia pieno di attori
Un giorno no una vita no
sei già importante non ti lascerò
Vorrei vorrei fermare lei
costringerla a parlare un po’ di sé
coinvolgerla nella realtà
per ricercare la mia verità
Poi occhi che non vedono
sorrisi che non si aprono
Che senso ha?
Un giorno no una vita no
non puoi restare sempre qui a pensare
che in fondo tu non riesci proprio più
ad intascare mani senza amore
Amore sì per una vita sì
più bella e logica anche da qui
Un giorno no una vita no
non puoi sfogliare pagine di errori
perché sei tu e resti sempre tu
malgrado il mondo sia pieno di attori
Un giorno no una vita no
sei già importante non ti lascerò
VOTIAMO SANREMO 2023
- Marco Mengoni - Due vite Al primo ascolto l’ho subito indicato come vincitore sicuro del Festival. Al di là delle accuse di plagio (vedi “La sera dei miracoli” di Dalla), il brano ha una melodia avvincente e avvolgente, sublimato da un’interpretazione senza alcuna pecca. Voto 10
- Lazza – Cenere Forse la vera rivelazione di questo Sanremo. Brano ben arrangiato ed interpretato da un giovane che sarà tra i più gettonati del dopo-festival. Voto 9.
- Mr. Rain - Supereroi Testo delicato che affronta il superamento delle barriere delle differenze (e dell’indifferenza). Ben cantato da Mr. Rain e dai suoi giovani coristi. Magico.Voto 8
- Ultimo – Alba Anche stavolta il cantante romano non ce l’ha fatta a vincere. Il brano però è di qualità anche se esplode solo nel finale. Riempirà sicuramente i teatri e gli stadi ai prossimi concerti. Voto: 7,5
- Tananai – Tango Raffinato ed evoluto rispetto ad un anno fa. Voto 7
- Giorgia - Parole dette male Il brano non è al livello di quelli passati e perciò non decolla e non convince appieno. Voto 6
- Madame - Il bene nel male Meritava qualche posizione in più ma si rifarà nelle vendite.Voto 7,5
- Rosa Chemical - Made in Italy Questa voglia di trasgredire ad ogni costo sta cominciando a stancare. Non bisogna per forza ostentare la propria diversità per emergere. Voto 5
- Elodie – Due Sotto il profilo del look Elodie ha stravinto la concorrenza. Abiti confezionati su misura ed una bella presenza scenica. Il brano è un po’ meno convincente. Voto 6,5
- Colapesce e Dimartino – Splash Il filone è lo stesso di “Musica leggerissima”, brano che il duo siciliano ha presentato due Sanremo fa, ma di un livello più basso . Voto 7
- Modà – Lasciami Ripetersi dopo un passato glorioso è difficile. Voto 6
- Gianluca Grignani - Le parole che non ti ho detto Testo che fa commuovere e riflettere. La melodia un po’ meno. Voto 7-
- Coma_Cosa - L’addio Meglio un arrivederci a proposte più convincenti. Voto 6
- Ariete - Mare di guai Lo è sicuramente il look, da prima mattina appena svegli. Per il resto Ariete dovrà cercarsi una buona ancora di salvezza. Voto 6
- LDA - Se poi domani Non ci siamo. Tale padre, tale figlio. Ma in peggio. Voto 5
- Articolo 31 - Un bel viaggio I ricordi sono una gran brutta bestia. Ma non si può tornare indietro. Voto 5
- Paola & Chiara – Furore Come sopra. Ma spopoleranno nelle balere e nelle discoteche di provincia. Voto 6
- Leo Gassman - Terzo Cuore Il brano non è male e Leo ha tutti i requisiti per conquistare il cuore delle ragazzine.Voto 7
- Mara Sattei – Duemilaminuti ... di noia. Voto 5
- Colla Zio - Non mi va Neanche a noi. Le band come lo Stato Sociale o i Pinguini Tattici Nucleari hanno già dato. Voto 5
- Cugini di campagna - Lettera Ventidue Il brano meritava di più (ma i più cattivi diranno perché non è stato scritto da loro). Non so se è valsa la pena snaturarsi e affidarsi ad un genere che non è il loro. Voto 6
- gIANMARIA – Mostro Ma la faccia belloccia lo salverà da un baratro più profondo. Voto 5
- Levante – Vivo Il brano è più morto che vivo.Voto 4
- Olly – Polvere Spero che non sia come il messaggio biblico: polvere eravamo e polvere diventeremo. Voto 4
- Anna Oxa – Sali E invece è stata una discesa inesorabile. Corde vocali messe a dura prova a dispetto dell’età che avanza. Paga anche un atteggiamento comunicativo poco empatico.Voto 6
- Will – Stupido Il Pupo del terzo millennio si farà consolare dalle ragazzine. Voto 6
- Shari – Egoista Nessun commento. Voto 4
- Sethu - Cause perse Impresa già votata al fallimento. Pari pari come il titolo della canzone. Voto 4
L'AMORE CHE VOLEVO
GIULIANO
(Tratto da “Le parole
del mio tempo”)
HO PERSO LA TESTA PER TE
che voglio portarti a ballare stasera
restare abbracciati sotto le stelle
sentire il profumo della tua pelle
confondermi con le onde del mare
andare lontano e mai più ritornare
Possibile che hai scelto proprio me
che da tempo no non vivevo più
invecchiato non sorridevo più
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te davvero
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te lo giuro
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te
Fammi sentire importante
in ogni momento se siamo distanti
se a volte la vita ci fa andare avanti
perdendo di vista le piccole cose
che in fondo sono per noi più preziose
ancora un minuto e sarò a Milano
Amore non ce la facevo più
a star solo non ne potevo più
finalmente sono vicino a te
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te davvero
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te sicuro
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te
Possibile che hai scelto proprio me
che da tempo no non vivevo più
invecchiato non sorridevo più
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te davvero
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te sul serio
(Coro) E ho …
ho perso la testa per te lo giuro
(Coro) E ho … ho perso la testa per te
IL CIECO
con mezza sigaretta e un vecchio cane tutto suo
e passa un po’ di tempo parlando con qualcuno
e il cieco già si eccita nell'immaginazione
ma sa che la sua voce è un richiamo ormai lontano
i colori della vita appartengono al passato
E impara a non guardarsi più
nella gente che non sa cosa fa
Riflette e la sua idea va
al di là dei buchi della realtà
Qualcuno gli ha rubato pure il volo
e il cieco adesso inciampa anche da solo
Di tanto in tanto ode un lamento
che lui ricorda nel suo tempo
Poi tutto ad un tratto si inventa il sole
e gli confida il suo dolore
Anche se è sempre sera lui lo sa
che il giorno è un buio che ritornerà
Un autobus che passa e raccoglie la sua gente
riaffiora quel silenzio che è musica di niente
Il cieco col suo cane prova adesso a passeggiare
nel viale ormai deserto e conosciuto troppo presto
E impara a confidarsi da solo
scoprendo tanta luce intorno
Si piega piano alla sua vita
incollandola in una scenografia:
un cielo in compagnia di quattro nuvole
e tante strade uguali e sempre libere
E impara a vivere così
protagonista di un vecchio film
Il cieco segue il suo sentiero
scordandosi del mondo intero
Così ogni mattina il cieco va
ai giardini pubblici della città
