FEDERICA PELLEGRINI: LO STILE NON E’ ACQUA.


Il quinto posto alla finale dei 200 stile libero conseguito da Federica Pellegrini ai giochi olimpici di Londra 2012, che bissa il modesto risultato della gara dei 400 s.l. , suona un po’ come una fine annunciata.

“Non ne avevo più”, ha dichiarato la “Fede” nazionale subito dopo l’ultimo responso, ammettendo i limiti di una condizione fisica non ottimale a dispetto di qualsiasi propositivo volitivo.  Come dire, non basta la forza della mente se questa non è accompagnata da una adeguata preparazione atletica e muscolare.

Le dichiarazioni della Pellegrini mi sono piaciute per stile e compostezza, cosa che non si può dire altrettanto del suo compagno e collega Filippo Magnini il quale, dopo l’ennesimo flop “olimpico”, ha lanciato accuse a tutto lo staff, e in primis ai preparatori atletici.

Uno sfogo che tradisce l’umiltà dell’autocritica, essenziale ed opportuna in tutti i settori di attività nei quali lo Sport dovrebbe primeggiare come insegnamento dei valori della correttezza, lealtà e riconoscimento della bravura dell’avversario.

Meno male che ci ha pensato la “sua” partner a ricordare a tutti che nella vita non sempre si vince e che i “veri campioni” si vedono soprattutto nelle sconfitte, dalle quali trarre la forza per andare avanti ed affrontare il prossimo appuntamento con nuova vigoria e abnegazione, facendo tesoro degli errori commessi.

In fondo sono queste le vittorie della vita che contano ( e che piacciono) di più.