LAZIOGATE: SCANDALO AL SOLE

Le vicende che hanno coinvolto la Regione Lazio nell’ennesimo scandalo sulla distrazione di fondi pubblici hanno inferto un altro duro colpo sul sentimento di fiducia della gente verso le istituzioni e la politica.
Le dimissioni della presidente Renata Polverini, -formalmente ancora in carica per la gestione ordinaria dell’ente in attesa delle nuove elezioni-, seppur pregevoli ed opportune, non hanno attenuato il clamore e l’indignazione dell’opinione pubblica.
La Polverini ha voluto sottolineare con il suo gesto il chiaro obiettivo di porre fine, -con un proclama senza precedenti-, le (solite) magagne di taluni consiglieri “impegnati” nella gestione dei fondi pubblici a proprio profitto e a tutto danno del popolo che, secondo la Costituzione italiana, dovrebbe essere “sovrano”.
E’ purtroppo una storia che si ripete da troppo tempo e i tentativi di porre rimedio allo stratificarsi dei “tentacoli” della corruzione, come i disegni di legge all’esame del Parlamento, non si sono ancora tradotti in azioni concrete .
Manca la condivisione che a parole sembra esserci ma che nei fatti è ancora condizionata da talune resistenze o divergenze di opinioni, come quelle sul tema dell’ incandidabilità, non ancora risolte.
Il celebre aforisma “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”, coniato dal politico Massimo d’Azeglio all’atto della proclamazione del Regno d’Italia, ritorna prepotentemente in auge a distanza di oltre un secolo e mezzo di Storia.
Non c’è riforma istituzionale che possa ritenersi veramente efficace se non è prima di tutto interiorizzata nell’animo e nella mentalità delle persone e in special modo di quelle che, investite del mandato elettorale, sono chiamate ad assumere un comportamento integerrimo e moralmente ineccepibile.
Se si vuole davvero che le cose cambino è quanto mai necessario che cali in fretta il sipario su questi scandali sommersi e riemersi al sole senza alcun ritegno, affinché “l’altra gente”, quella migliore, non sia più costretta ad assistervi.