LA TERRA DI NESSUNO

Riccardo morto di tumore a 22 mesi. Alessia morta a 9 anni. Francesco a 14 anni. Mesia a 3 anni. Antonio a 9 anni…

E’ il triste bollettino stilato da Roberto Saviano nell'articolo del 26 settembre 2013 su “L’Espresso”, con il quale lo scrittore partenopeo denuncia i malefici effetti de “La terra dei fuochi”, ennesimo scandalo del disastro ambientale originato dallo smaltimento dei rifiuti tossici.

Perimetro che delimita una vasta area della Campania, la “terra dei fuochi” ha assunto questa infelice denominazione per essere stata sommersa da una montagna di rifiuti nocivi, rabbuiando i cieli di moltissimi paesi della regione. Il tutto nel colpevole silenzio delle istituzioni che per anni hanno assistito a questo scempio senza nulla agire, divenendo esse stesse complici e fomentatrici della "precoce mortalità" di tantissime persone.

Perché parlo di colpevole silenzio? Perché la legislazione italiana e comunitaria in materia di smaltimento dei rifiuti ha imposto precise e rigorose regole in ordine alla gestione dell’intera produzione dei rifiuti, affidando alle autorità amministrative preposte, prime fra tutte, le regioni e i comuni, il controllo e la verifica di ciascuna fase del ciclo: dal conferimento allo stoccaggio e, infine, allo smaltimento nelle discariche “autorizzate”.

Basti pensare a due “semplici” requisiti che devono essere rispettati nelle gare per l’affidamento del servizio smaltimento rifiuti:

1. Iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali della Regione di appartenenza.
2. Disponibilità di un impianto autorizzato ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. per il conferimento finale della tipologia di rifiuti richiesta

E’ alquanto inverosimile che chi doveva controllare e agire non ha visto nulla, sottovalutando per dolo o negligenza, i numerosi segnali d’allarme ricevuti, fra i quali, il rapporto di diciotto medici di Montesarchio (provincia di Benevento), che nel periodo compreso dal 2004 al 2005 avevano denunciato il vertiginoso aumento dell’indice di mortalità tumorale in questa città e nella Valle Caudina.

Ora si dirà che è tutta colpa delle organizzazioni criminali, ma la Storia insegna che non c’è reato impunito senza uno Stato efficiente. Gli studi sociologici abbondano di postulati e relazioni in cui l’azione criminale si propaga in misura inversamente proporzionale alla “desertificazione” delle istituzioni, locali e non, che non ci sono quando dovrebbero esserci, che non agiscono quando dovrebbero (e potrebbero) farlo.

Una riprova? Ecco un passo dell'intervista a Carmine Schiavone, il boss dei Casalesi pentito, mandata in onda nel programma televisivo "Le Iene":

"Potrebbe esistere la ' ndrangheta, mafia e camorra, senza gli appoggi? Potrebbero rimanere solo banditi di strada. Noi eravamo interni allo Stato ..."

La terra dei fuochi non è altro che la terra di nessuno, area di sordi e di ciechi in cui regna l’anarchia e l’illegalità, perché nessuno sono gli abitanti che ci vivono. E poco importa che Riccardo, Alessia, Francesco, Mesia, Antonio e tanti altri siano morti di tumore in tenera età. 

Poco importa che tanti altri lo saranno nei prossimi anni per la stessa causa.

E’ semplicemente il ciclo naturale … dell’involuzione della specie!


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