CARO NATALE

Cara matre, ho deciso: mi voglio cambiare. Preparami un bel regalo. Questo te lo dissi l’anno scorso e questo te lo dico anche adesso…” Come non ricordare questa divertente quanto ironica letterina di Natale declamata nella commedia “Natale in casa Cupiello” dal personaggio Tommasino davanti al papà Luca e allo zio Pasquale?

Il Natale 2014 è ormai alle porte e come tutti gli anni si torna a parlare di regali e della loro utilità rispetto al significato religioso della festa.

Non sono tra quelli che pensano che nella ricorrenza più attesa dell’anno non bisogna scambiarsi regali. E’ bene farlo ma a condizione che non si esageri e non si voglia a tutti costi emulare una (cattiva) abitudine basata sul mero consumismo.

In questi giorni i negozi sono presi letteralmente d’assalto da avventori mossi principalmente dalla voglia di fare acquisti per non sfigurare rispetto a una tradizione “luccicante” che supera qualsiasi reticenza dettata dall'attuale crisi economica. Insomma anche se gli euro scarseggiano, prevale la tendenza ad impacchettare questo o quel particolare dono a dispetto dell’impennata dei prezzi, sicché l’appellativo “caro” davanti al sostantivo “Natale” può essere indifferentemente inteso nell'uno o nell'altro senso.

Forse si è spinti dal desiderio di essere felici che talvolta è soltanto l’illusione di volerlo essere nonostante i problemi e le vicissitudini quotidiane.

C’è tutto un mondo che reclama autenticità, amore e generosità. Ecco che allora il “regalo” dovrebbe essere l’occasione affinché questi sentimenti fuoriescano in tutta la loro grandezza e (auspicata) imperitura anche quando la festa finisce e le luci si spengono.

E’ pur vero che ci sono comportamenti che vanno banditi, come quello di fare il regalo più bello (per se stessi) ma il più inutile (per chi lo riceve). Come pure va stigmatizzato il vezzo di “riciclare” il regalo ricevuto per darlo magari a chi si detesta ma che si “ama” solo in occasioni del genere.

La sobrietà del regalo, intesa come oculatezza e “disinfestazione” da proclami e intenzioni vuote e pompose, dovrebbe sempre accompagnare la scelta di regalare un sorriso non soltanto ai propri cari ma anche (se non soprattutto) a chi di sorrisi ne ha proprio fame.

La solidarietà è quindi l’ago della bilancia per far propendere la scelta di un regalo verso quanto più lodevole e proficuo possa rappresentare questo gesto: un buono spesa per chi ne ha bisogno o balocchi ai bambini più sfortunati sono soltanto alcuni esempi che possono rendere (e renderci) veramente felici.

Non ci vuole poi molto. Bastano pochi euro e tanto, tanto amore.

A TUTTI GLI AMICI E VISITATORI DI QUESTO BLOG I MIEI PIÙ SINCERI AUGURI DI 
BUON NATALE

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