VENEZIA 2012: L’ORIENTE SBARCA (E SBANCA) IN LAGUNA



La 69esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia si è chiusa con l’assegnazione del Leone d’oro al film Pietà del regista sud-coreano Kim Ki -duk, arrivato alla sua 18esima fatica.

E’un film-denuncia sull’incapacità della società civile di accettare la conversione ai buoni sentimenti di uno spregiudicato usuraio che decide di cambiare vita dopo l’incontro con la madre che scopre essere una dei suoi creditori.

E’ notizia dell’ultima ora la candidatura di questo film alla prossima edizione degli Oscar, per la Sezione “Stranieri”.

Non molto bene i films italiani, a parte i sette premi ricevuti da Leonardo di Costanzo per il film L’Intervallo della sezione Orizzonti, fuori concorso. Come dire che a volte conviene di più partecipare che “gareggiare”.

Profondamente deluso (e polemico) il regista Marco Bellocchio, dato alla vigilia tra i possibili destinatari di almeno un riconoscimento per la sua Bella Addormentata, dedicata alle vicende che hanno colpito la povera Eluana Englaro.

Nonostante la crisi del settore attestata dalla chiusura di diverse sale cinematografiche e persino di negozi per il noleggio delle HOME DVD ( in parte dovuta al dilagare del fenomeno delle pay-tv), la mostra di Venezia, anche in questa edizione, ha registrato il tutto esaurito mantenendo intatto il proprio fascino.

Le atmosfere di una Venezia malinconicamente bella hanno attratto anche quest’anno, come le sirene di Ulisse, le “stelle” del momento venute da tutto il mondo col sogno di guadagnarsi un (duraturo) momento di gloria tra flash e pose più svariate in ogni angolo della laguna.

A riflettori spenti l’auspicio è che la qualità dei premiati possa dare nuova verve ad un settore in difficoltà, ripopolando nell’animo degli appassionati del genere quelle emozioni dei grandi films che hanno segnato la storia del Cinema.

E chissà che l’appello alla Pietà venuta dall’oriente non sia un buon inizio per una sua rapida risalita.

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