QUESTO AMORE

Di questi tempi sembra anacronistico parlare dell’amore. Dove tutto fugge e rifugge nell'ovvietà delle cose, nelle relazioni di fortuna, sporadiche ed effimere che finiscono all'alba di un giorno qualunque, che sarà uguale a quello precedente, concatenazione infinita spezzata qua e là dai nostri sogni più intimi e nascosti.

Fin dalla creazione del mondo questo sentimento così popolare e per molti versi inflazionato, è stato raccontato in mille modi e forme diverse: dai riti propiziatori delle società tribali, alle numerose missive delle epoche romantiche, dalle canzonette (che sono diventate il ricordo di una musica che non c’è più), alla messaggistica multimediale tempestata dai famigerati “tvb” (“ti voglio bene”), che raramente arrivano al cuore di chi legge.

Poeti, scrittori, ma anche massaie, studenti e altre persone comuni si sono cimentati almeno una volta in questo esercizio poetico, intimo e personale, oggi fortemente in disuso tanto da suscitare ilarità e persino dileggio in coloro che sono proiettati in altri lidi e conquiste.

Se il presente o la proiezione del futuro hanno questa matrice, meglio allora ritornare al passato ricordando uno dei maestri della poetica sull'amore: Jacques Prévert.

Il poeta e sceneggiatore francese, vissuto nel novecento, si è contraddistinto nel panorama letterario per le sue opere di assoluta raffinatezza linguistica, tra le quali, “Questo amore”, poesia di forte impatto estetico e contenutistico.

Fin dai primi versi di questa meravigliosa poesia (“Questo amore così violento, così fragile, così tenero, così  disperato …”) si nota la semplicità del linguaggio adottato dall'autore, mai banale o scontato, che sembra accompagnato da una “voce” in sottofondo dalle più svariate cadenze: struggente, riflessiva, disperata, contemplativa.

E’ una poesia “parlata”, piena di aggettivi (“Questo amore così bello, così felice, così gioioso e così irrisorio…”) e di comparativi (“Tremante di paura come un bambino quando è al buio, così sicuro di sé come un uomo tranquillo nel cuore della notte”) per ergersi sul finale in un grido di preghiera e di speranza (“Nella foresta del ricordo, sorgi improvviso, tendici la mano. Portaci in salvo.”).

Ecco il testo completo:

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
 Cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore cosi vero
Questo amore cosi bello

Così  felice
Così  gioioso
  
Così  irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando è al buio
  
Così  sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura agli altri
E li faceva parlare
e impallidire
Questo amore tenuto d’occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato,  ferito, calpestato, fatto fuori, negato, cancellato
Perché noi l'abbiamo braccato, ferito, calpestato, fatto fuori, negato, cancellato
Questo amore tutt'intero
 Cosi vivo ancora
E baciato dal sole
E’ il tuo amore
E’ il mio amore
E’ quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
Che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l'estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare e poi  riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere, ridere
Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l'ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov'eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati
Noi t’abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo

(J. Prévert)

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