NOTTE ANNOIAMI


In anteprima gratuita una delle canzoni più trasgressive del mio nuovo libro “L’aquila non ritorna.

In questo testo la noia, disagio esistenziale di tutte le generazioni, è descritta come interruzione di qualsiasi rapporto con la realtà, un black-out che intorbidisce le relazioni rendendole sterili e implosive.

Quando scrissi questa canzone avevo da poco finito di leggere La noia, il capolavoro di Alberto Moravia del 1960 che divenne qualche anno dopo un film di successo con Catherine Spaak (nel ruolo di Cecilia), Horst Buchholz (nei panni del protagonista Dino) e le straordinarie Bette Davis, Lea Padovani e Isa Miranda.

Di questo romanzo ricordo un particolare passaggio nel quale il protagonista Dino spiega la sua concezione sulla noia:
La noia, per me, è propriamente una specie di insufficienza o inadeguatezza o scarsità della realtà. 
Per adoperare una metafora, la realtà, quando mi annoio, mi ha sempre fatto l'effetto sconcertante che fa una coperta troppo corta, ad un dormiente, in una notte d'inverno: la tira sui piedi e ha freddo al petto, la tira sul petto e ha freddo ai piedi; e così non riesce mai a prender sonno veramente. Oppure, altro paragone, la mia noia rassomiglia all'interruzione frequente e misteriosa della corrente elettrica in una casa: un momento tutto è chiaro ed evidente, qui sono le poltrone, lì i divani, più in là gli armadi, le consolle, i quadri, i tendaggi, i tappeti, le finestre, le porte; un momento dopo non c'è più che buio e vuoto.”

Ebbene, gran parte di questa concezione la si riscontra nei versi di “Notte annoiami”.

La canzone, dai ritmi incalzanti e dalle sonorità sovversive della struttura melodica tradizionale (strofa/ritornello), fa parte dell’album “Mary alla stazione” del 1981.

NOTTE ANNOIAMI
(V. Borrelli)

Notte annoiami
con quella lama di coltello
oppure dammi lo spinello                                            
e saziami con le parole
che nessuno mai mi ha detto
Notte annoiami

Riponi le tue labbra sulla mia infelicità                          
o scioglimi stavolta dalla tua complicità

Notte annoiami
Se non ti va io non insisto
tanto lo stesso non esisto                                            
aspetterò il tuo sorriso
come fossi un vero amico
Notte annoiami

L’hai fatto tante volte perché adesso voli via?                
Lassù tra le montagne dove muore la mia idea

Pittore io non sono ma
ho ancora i segni dell’età
E ridi ridi ridi pure                                                        
Noi siamo ormai due ombre nude
che fanno amore senza gioco
e si disperano per poco …
Annoiami!

Di nuovo notte annoiami
con coraggio                                                                        
senza fine
per morire …

Noi perché amore siamo noi un bignè?
Dolce amaro e consumato solo da lei
Ma perché la noia ci ha trovati in quel caffè?                   
Ricordi? Faceva freddo
e mi tenevi stretto stretto

Ma che sbaglio!
Avrei voluto dare un taglio
a questa vita che è un abbaglio                                    
Oppure avrei voluto ancora
innamorarmi per un’ora
Notte annoiami

con quella fantasia che sconvolge gli occhi miei            
e mi fa dire amore sto con te per come sei

Pittore io non sono ma
ho ancora il senso dell’età
E ridi ridi ridi pure
Noi siamo ormai come creature                                      
che fanno piangere davvero
in questa notte tutta in nero
Annoiami ti prego
Notte annoiami …

(TRATTO DA "L'AQUILA NON RITORNA")

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