BENVENUTO nel mio blog. Qui si parla di cultura, musica, attualità e ...di molto altro. Anche tu puoi essere protagonista con commenti e proposte.
TE LO DICO IN DUE PAROLE
BRAVO RAGAZZO
Essere un bravo ragazzo costa fatica. Ci vuole dedizione, attenzione e deferenza verso gli altri, essere sempre all'altezza e non deludere mai. Insomma una faticaccia che toglie estro, fantasia, improvvisazione, spregiudicatezza.
Meglio, molto meglio essere un ragazzaccio o, come si dice dalle mie parti, uno scugnizzo che mastica di strada, di polvere in faccia da spazzare via con uno sputo verso il mondo che ti guarda come un Grande Fratello, a cui non appartieni e dal quale preferisci prendere le debite distanze.
Un cattivo ragazzo o un uomo cattivo, spregiudicato, contestatore e calpestatore affascina di più. Un manipolatore delle genti schiave della propria debolezza di non osare, l’eroe dei nostri tempi che sghignazza davanti ad una folla anonima che batte in ritirata trovando a quel punto terreno fertile per imporre la propria agibilità sociale.
Un cattivo ragazzo è l’esempio da seguire, il proibito che stuzzica gli appetiti come quando si ha una gran fame dopo un lungo digiuno fatto di rinunce, di diete ferree badando a non ingrassare nemmeno di un centimetro, compressi in un corpo privo di forme adescanti e provocanti.
E chissà che non siano proprio i bravi ragazzi ad essere cattivi e questi ultimi i più buoni e... accattivanti.
Chissà che non sia stato anch'io un cattivo ragazzo senza malizia e furbizia, senza avere cura di me stesso perché troppo occupato ad accontentare anziché ad accontentarmi, prendere per mano la mia anima e coccolarmi.
Il pensiero verso gli altri alla fine lacera e consuma. Sarò stato proprio un cattivo ragazzo se mi sono perso nella scrittura, nelle parole d’inchiostro che hanno decantato un mondo che non esiste, che mi hanno fatto agire, alfine, all’ombra dei poeti maledetti.
BlogRetro: LA VITA DI CARTA
Dalle parole nascono le storie e i personaggi più svariati, si moltiplicano le vicende in un intervallo di tempo che non è il tempo ma solo la percezione che ciascuno di noi ha dei brandelli di vita che spaziano in una cronologia asincrona e dissociativa del pensiero; libere ed anarchiche da chi le ha messe in scena che quando le rileggi non le riconosci più.
Le parole sono lo strumento più facile da usare per volare alto e distinguersi da tutti pur rimanendo uguali agli altri. Con le parole si fa l’amore o la guerra con se stessi, si è migliori o peggiori di quanto si voglia veramente. Sono l’abito perfetto o imperfetto che indossiamo quando ci relazioniamo con chi ci sta intorno; a volte ci va a pennello, altre ci va stretto ma ci manca il coraggio di togliercelo di dosso perché non troviamo nuove parole per cambiare il linguaggio dell’anima.
Scorrono le parole per scovare nuove vite disperse che la realtà sommerge e soppianta in luogo di scenari asettici e precostituiti. Si trasformano in emozioni che nessun altro può comprendere all'infuori di te perché per farlo c’è bisogno di sentirle ed interiorizzarle, come quando si guarda il mare in silenzio e dal silenzio gridare, muti, il proprio bisogno d’amore.
Per innamorarsi, stringersi ed abbracciarsi senza avere più paura.
Piangono le parole in un dolore che fa più male di quello fisico perché qualcuno non le ha volute ascoltare e sono volate via come fa un gabbiano quando abbandona il proprio nido o un’aquila che si rigenera senza essere più uguale a se stessa.
Finiscono le parole quando arrivi all'ultima pagina di un libro che non smetti mai di scrivere e che vorresti rifarlo daccapo per comprendere e comprenderti. E quando pensi di aver scritto l’ultima parola succede che ti domandi senza trovar risposta: che cosa resterà di te?
BlogRetro: GLI AMICI SILENTI
Sono i cani gli amici silenti, quelli che parlano con lo sguardo e dicono molto di più di ampollose parole, di frasi fatte e di circostanza cui siamo costretti ad ascoltare nel nostro mondo delle relazioni. In Natura tutto dovrebbe essere governato con equilibrio: i rapporti con l’ambiente, con gli animali e con gli uomini. Ma è un equilibrio precario, di vetro, pronto a frantumarsi non appena si registrano alterazioni più o meno significative in ciascuno di questi contesti.
Il disadattamento sociale non è cosa dei nostri giorni. C’è sempre stato fin dalla notte dei tempi ed è fortemente proporzionale alla qualità delle relazioni: quanto più queste sono reiettive delle differenze e dei diversi bisogni individuali, tanto più favoriscono l’isolamento e l’emarginazione.
Eppure un insegnamento che “latita” nei programmi didattici quanto meno “ufficiali” è proprio l’amore per gli animali, e in particolare per i cani. Tanto si perde in termini di educazione ai buoni sentimenti.
Niente di più terapeutico può essere la compagnia di un amico a quattro zampe, vale molto di più di una seduta dallo psicologo (peraltro anche “salata”) o di interminabili esercizi ginnici per rassodare il corpo e presentarsi agli altri più sani e più belli ma con tante imperfezioni interiori.
Molto di più di una combriccola di amici che tanto parla e nulla dice, molto di più che stare su Facebook o su qualsiasi altro social network con gli amici “umani” colpevolmente silenti quando scrivi per comunicare qualcosa: un’emozione, uno stato d’animo, una richiesta di aiuto.
Avrò
carezze per parlare con i cani.
E non soltanto di domenica, domani…
BlogRetro: UN UOMO
TRISTEZZA
Al di là di questa neve
Al di là di chi non si vede
C'è qualcosa che rallegra
la tristezza di una sera...
BlogRetro: Porci con le ali
Il sesso, unitamente ad un linguaggio schietto e postribolare dei due giovani, è lo strumento (fuorviante) per contrapporsi ad una condizione esistenziale insoddisfacente ma a conti fatti procura soltanto l’illusione di potersi distinguere da un contesto sociale conformista e conservatore.
L’autoerotismo, l’approccio spavaldo verso l’altro (o l’altra) rappresentano la (sola) modalità di contatto tra se stessi e il mondo esteriore, quasi che la contestazione e la ribellione verso comportamenti stereotipati e convenzionali della società post-sessantottina avessero bisogno, per la loro idealità, di ricevere conferma attraverso una massiccia dose di sesso esplicito e disinibito. Così Rocco (come Antonia) rifiuta qualsiasi etichetta del bravo ragazzo e rifugge da certe manifestazioni sentimentali che giudica borghesi e anti-sinistra, come la gelosia o l’innamoramento del tipo “due cuori e una capanna”.
Ad una festa che si trasforma in una piccola orgia, Antonia si lascia sedurre da un professore universitario ma, pentitasi, cerca di rimediare con un flirt poco appagante con l’amica Lisa. Rocco ha invece un rapporto omosessuale con il compagno Roberto ma tenta di congiungersi con la stessa Lisa per dimenticare (senza successo) la sua ex fidanzata. Alla fine di questo viaggio travagliato e turbolento, Rocco e Antonia promettono di rivedersi più maturi e diversi.
UN PASSO DEL ROMANZO: Il silenzio me lo ricordo come una cosa proprio angosciosa, e anche il mio corpo che incomincia a tendersi. Non proprio un arco, ma certo una corda tesa: ha incominciato a sfuggirmi qualche sospiro. Allora Lisa mi ha abbracciata ed è venuta sopra di me, e si strofinava come un grosso gatto col corpo uguale al mio. Non riesco adesso a ricordare se stavo bene o stavo male, perché queste sensazioni sono impossibili da isolare, da ricordare, da riportare alla mente. Io nei ricordi riesco a salvare solamente la sensazione dominante e quella era come quando si sta per piangere, un misto di tenerezza, paura e rilassamento, quando si piange senza essere molto tristi. Il brutto è venuto quando lei si è staccata da me e mi è rotolata al fianco. Sdraiate nude spalla a spalla e senza il coraggio di guardarci in faccia. Con la vagina pulsante e un odore addosso che era come il mio odore al quadrato.
GLI AUTORI: Marco Lombardo Radice è stato uno scrittore e psichiatra, morto prematuramente nel 1989 all'età di quarant'anni. Porci con le ali è la sua opera più famosa prima di intraprendere la carriera di medico.
Nata a Torino nel 1951, Lidia Ravera è una scrittrice e giornalista molto nota. Copiosa la sua produzione letteraria della quale si ricorda “Ammazzare il tempo” (1979), “Maledetta gioventù” (1999) e il più recente “Terzo tempo” (2017).
GIUDIZIO: Scabroso, anticonformista, “Pasoliniano”, il romanzo colpisce per la sua schiettezza e capacità di fotografare il disagio giovanile nell'era post-sessantottina mettendo a nudo le ipocrisie di un sistema politico-sociale che da lì a poco sarebbe andato alla deriva. Ma non deve scandalizzare il linguaggio scurrile che si rinviene in molte parti dell’opera, quanto piuttosto il finto perbenismo che aleggiava nella critica dell’epoca. Nonostante siano passati oltre quarant'anni dalla sua uscita, il romanzo è ancora oggi godibile e attuale.
(M. Lombardo Radice - L. Ravera: Rocco e Antonia. Porci con le ali. Diario sessuo-politico di due adolescenti)
L'amore platonico
Bello l’amore platonico che non fa soffrire e trascende gli umani dispiaceri.
TECHETECHETE': Il meglio delle parole del mio tempo
Auguro a tutti i lettori di trascorrere serene e salutari vacanze liberando la mente da cattivi pensieri e ripopolandola, se possibile, di buone e distensive letture.
Un abbraccio
FILO DIRETTO
TI CONOSCO MASCHERINA!
E ti vedrò stanco e claudicante come un vecchio reduce da una guerra che non ha combattuto fino in fondo.









